Il 30 aprile 1982, la mafia uccideva Pio La Torre, politico e dirigente del Partito Comunista, simbolo della lotta contro la criminalità organizzata. A distanza di oltre quattro decenni, Anna Pesce (Indipendenza) ha voluto rendere omaggio alla sua memoria, sottolineando come, purtroppo, la mafia continui a esercitare un’influenza devastante sul paese.
“La mafia è ancora troppo potente e impone il suo regime,” ha dichiarato Pesce, denunciando la complicità di alcuni settori del pubblico e del privato. Secondo la politica, la criminalità organizzata prospera grazie ai servizi pubblici e sociali regalati ai privati e svenduti ai mafiosi, agli appalti truccati e alle tangenti. A ciò si aggiunge la devastazione del welfare e la negazione di diritti fondamentali, come un lavoro stabile e sicuro, sempre più assente in Italia.
Pesce ha poi puntato il dito contro i numerosi scandali giudiziari e contro i consigli comunali sciolti per infiltrazioni mafiose. “Ricordare Pio La Torre oggi significa lottare contro la mafia del presente, che continua a soffocare l’Italia” ha concluso la politica, ribadendo l’importanza di continuare la battaglia contro le strutture mafiose che, purtroppo, sembrano radicate nel tessuto sociale ed economico del paese.
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