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Svezia, elezioni al fotofinish: centrosinistra avanti di un seggio, l’estrema destra può entrare al governo

La Svezia esce dalle elezioni parlamentari del 13 settembre con un risultato ancora tutto da decifrare. Il centrosinistra guidato dalla socialdemocratica Magdalena Andersson risulta leggermente avanti, ma la distanza con il blocco di centrodestra è talmente ridotta da configurare, politicamente, un vero e proprio pareggio.

Secondo le proiezioni più recenti, il blocco di centrosinistra avrebbe 175 seggi sui 349 del Riksdag, contro i 174 attribuiti al fronte di centrodestra, nel quale sono compresi anche i Democratici Svedesi di Jimmie Åkesson. Una differenza minima che non consente ancora di considerare chiusa la partita. Il conteggio definitivo, compresi i voti che devono ancora essere scrutinati, potrebbe modificare l’attuale equilibrio.

Il dato politico più significativo riguarda proprio i Democratici Svedesi, formazione della destra radicale guidata da Åkesson. Il partito arretra rispetto al 2022, scendendo intorno al 17,6-17,7%, e perde la seconda posizione a vantaggio dei Moderati del premier uscente Ulf Kristersson. Tuttavia, il risultato non cancella il suo peso politico: i Democratici Svedesi rimangono una componente determinante del blocco di destra.

È proprio qui che si apre lo scenario più delicato per la Svezia. L’estrema destra potrebbe infatti passare dal ruolo di sostegno esterno a quello di forza direttamente coinvolta nel governo, se il centrodestra riuscisse a ribaltare l’attuale, esiguo vantaggio del centrosinistra o a costruire una maggioranza alternativa durante le trattative.

Dal 2022 i Democratici Svedesi hanno sostenuto l’esecutivo di centrodestra senza entrare formalmente nel governo. Dopo queste elezioni, però, la loro posizione potrebbe cambiare. La possibilità di ottenere per la prima volta nella storia del partito incarichi governativi rappresenta uno degli elementi centrali delle trattative che si apriranno nei prossimi giorni.

Dall’altra parte, Magdalena Andersson può rivendicare il primo posto dei Socialdemocratici, che si confermano la principale forza politica del Paese. Ma anche il centrosinistra dovrà affrontare una complessa fase negoziale per trasformare il vantaggio parlamentare in una maggioranza governativa stabile. Le differenze tra i partiti che compongono il blocco rendono tutt’altro che scontata la formazione di un nuovo esecutivo guidato da Andersson.

La fotografia della Svezia, dunque, è quella di un Paese profondamente diviso. Non c’è un vincitore politico incontestabile: da una parte il centrosinistra è davanti per un solo seggio, dall’altra il centrodestra mantiene una forza parlamentare quasi equivalente e può contare sull’appoggio dei Democratici Svedesi.

Saranno quindi i negoziati tra i partiti a decidere la prossima maggioranza. E proprio l’estrema destra, nonostante il calo elettorale, potrebbe trovarsi ancora una volta al centro della partita: questa volta non soltanto come forza di sostegno, ma con la possibilità concreta di entrare direttamente nel governo svedese.

La partita, insomma, è tutt’altro che chiusa.

Redazione

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