Malavoglia debutta con “Punto”, un album che segna un nuovo inizio
Con “Punto”, Malavoglia apre un nuovo capitolo della sua vita e della sua musica. Nove brani sinceri e intensi, frutto di un percorso personale profondo, tra cadute e risalite. Un disco che chiude un cerchio e invita a ricominciare, con autenticità e consapevolezza. Ne abbiamo parlato con lui.
Questo disco rappresenta un momento importante della tua carriera. Qual è il filo conduttore che lega i brani e cosa volevi raccontare con questo progetto?
Ciao a tutti voi e grazie per lo spazio. Sì, è un passo molto importante artisticamente per MaLaVoglia ma anche personalmente per Gianluca. Era arrivato il momento di chiudere un cerchio e poter finalmente guardare oltre. Questo album rappresenta una fine e un inizio allo stesso tempo, proprio come un punto a fine frase. Si ricomincia a scrivere.
Ecco, ne avevo bisogno.
Il filo conduttore di questi 9 brani racchiusi in questo album è il mio percorso, ciò che ho vissuto e che volevo condividere con le persone. Voglio raccontare la mia strada e la bellezza di compierla pur con ginocchia sbucciate e spesso in salita. Ma ogni singolo momento di soddisfazione vale tutta la fatica che abbia mai provato.
Quali sono state le principali ispirazioni artistiche e personali che hanno influenzato la creazione di questo album?
Ho sempre voluto raccontare le mie esperienze scrivendole in musica quindi ho sempre avuto questa sorta di ispirazione latente. Dopo tanto vissuto in musica si è concretizzato il momento giusto per la creazione dell’album.
Hai lavorato con qualcuno di speciale per la scrittura, l’arrangiamento o la produzione? Com’è stata la collaborazione?
Ho collaborato con due produttori per il mio album che sono Davide Maggioni e Davide Gobello. In fase di scrittura tutto l’album è stato scritto da me. Solo in Punto ho avuto una collaborazione alla lontana ma comunque significativa con Roberta Giallo; stavo scrivendo PUNTO ma sentivo l’esigenza di spostarne il focus e il punto di osservazione. Così mi ha mandato una sua idea e da lì ho proseguito in autonomia la stesura finale del brano. È stato un onore ricevere l’idea di Roberta perché oltre ad essere un’amica è un artista che stimo e che nel tempo si sta facendo apprezzare per la sua imprevedibilità artistica.
C’è un brano dell’album a cui sei particolarmente legato? Perché?
Oltre a PUNTO sicuramente Terra Rossa, il brano in cui racconto la terra dove esistono le mie radici.
È un brano che conserva speranza e bellezza in un posto che col tempo ha perso tante anime ma che ne conserva ancora la memoria e la sua genuinità. TERRA ROSSA è sicuramente uno dei brani al quale sono più legato.
Come ti senti ora che il disco è uscito? Qual è il messaggio principale che vuoi che arrivi a chi lo ascolta?
Ora che il mio disco è uscito mi sento più leggero. Credo di poter pensare al nuovo in maniera più libera e consapevole di essermi lasciato alle spalle una bella prima parte di vita messa in musica. Vorrei arrivasse questo messaggio, ecco. Di vivere la musica e più in generale ciò che si fa e in cui si crede, non per fare numeri e né per voler essere famosi ma per crescere e realizzarti, come persona in primis. Chi ha un sogno da seguire è fortunato, può dare un senso alla sua esistenza e non sentirsi mai solo.
