Catania. Lucio Di Mauro: la voce della cultura, il volto del giornalismo etneo
Nel panorama giornalistico siciliano, ci sono figure che non solo informano, ma illuminano. Lucio Di Mauro è una di queste. Con un tratto elegante e una voce chiara, ha saputo unire il rigore della cronaca alla passione per la cultura, diventando un punto di riferimento per la comunità catanese – e non solo. Oggi, è molto più che un semplice giornalista: è un mediatore culturale, un divulgatore, un testimone del nostro tempo.
Un professionista dalla carriera poliedrica
Giornalista con una lunga carriera alle spalle, Lucio Di Mauro ha lavorato per alcune delle testate più importanti della Sicilia orientale, tra cui “La Sicilia”, “Paesi Etnei Oggi” e collabora con la testata nazionale “La Prima Pagina”, dove firma articoli di approfondimento su eventi culturali, interviste, politica locale e realtà associative.
Accanto all’attività giornalistica su carta e web, si affianca una intensa carriera televisiva. È stato volto di emittenti storiche come Tele D e Tele D2, e oggi è conosciuto anche per il programma “Mediarte”, trasmesso su Sicilia 242 TV Nazionale e disponibile in tutta Italia sul digitale terrestre e in streaming tramite l’app “Sicilia 24”. “Mediarte” è molto più di un talk: è un vero e proprio salotto culturale dove la bellezza dell’arte, della musica, del cinema e della letteratura prende voce grazie a ospiti selezionati e interventi raffinati.
Presidente dell’UCSI di Catania
Nel novembre 2024, Di Mauro è stato eletto presidente provinciale dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI) di Catania, succedendo a Giuseppe Adernò. Un riconoscimento meritato per il suo impegno nel promuovere un giornalismo etico, indipendente e al servizio della verità. La sua elezione non è stata solo un fatto formale: ha rappresentato il desiderio di affidare il futuro dell’informazione locale a chi ha dimostrato, sul campo, di saper unire deontologia e passione.
Sotto la sua guida, l’UCSI Catania si è aperta a nuove collaborazioni, promuovendo incontri, workshop, eventi di formazione per giovani giornalisti e studenti universitari. La missione è chiara: costruire una stampa locale che sia allo stesso tempo professionale e umana, attenta ai bisogni della comunità e capace di raccontare le storie invisibili.
Una penna al servizio del territorio
Ciò che colpisce di Lucio Di Mauro è la sua capacità di rimanere connesso al territorio, raccontandolo con uno sguardo mai banale. Nei suoi articoli per “La Prima Pagina”, Di Mauro ha raccontato eventi come la Festa del Libro a Zafferana Etnea, ha dato voce ai volontari di Slow Food Catania, ha intervistato figure politiche e culturali, offrendo sempre un punto di vista lucido, equilibrato e stimolante.
Il suo stile è limpido, sobrio, professionale. Mai urlato, mai sopra le righe. Preferisce la sostanza allo scoop, l’approfondimento alla semplificazione. Questo lo rende apprezzato anche da chi, magari, non condivide sempre le sue opinioni ma riconosce in lui una voce autorevole e sincera.
Critico cinematografico e uomo di cultura
Ma Lucio Di Mauro non è solo cronaca. È anche un fine critico cinematografico, appassionato conoscitore della settima arte. Nel programma “Mediarte” e in numerosi interventi pubblici, ha dimostrato una competenza rara nel leggere i film non solo come prodotti di intrattenimento, ma come strumenti per riflettere sul presente.
Le sue recensioni sono attente, mai scontate, capaci di cogliere sfumature che sfuggono ai più. Parla del cinema come esperienza emotiva, ma anche come specchio sociale. Sa leggere Fellini e Sorrentino con la stessa profondità con cui analizza una produzione indipendente locale. Il suo approccio è quello di un umanista, di chi considera la cultura come un bene comune da difendere e promuovere.
Una vita per l’informazione, con passione e sobrietà
Chi lo conosce personalmente, racconta di un uomo sempre disponibile, gentile, profondamente rispettoso del suo mestiere. Lucio Di Mauro non cerca il protagonismo a tutti i costi: lascia parlare le sue parole, i suoi servizi, i suoi gesti. Il suo approccio al giornalismo è ancora quello di una vocazione civile, in un tempo in cui la superficialità e l’algoritmo sembrano aver preso il sopravvento.
In un’epoca in cui l’informazione corre veloce, Di Mauro resta saldo. Cura ogni testo, ogni intervista, ogni servizio televisivo. Non si lascia trascinare dalla fretta o dal sensazionalismo. Sa che il buon giornalismo è anche un atto d’amore verso i lettori e verso la verità.
Un esempio per le nuove generazioni
Non è un caso che sia spesso invitato a incontri nelle scuole e nelle università, per raccontare la sua esperienza professionale e trasmettere valori importanti ai giovani aspiranti giornalisti. La sua figura rappresenta un ponte tra il giornalismo “di una volta” – fatto di inchieste, rigore e verifica – e quello contemporaneo, digitale e multicanale.
Ai giovani dice spesso che “il giornalista deve essere curioso, ma anche umile. Deve saper ascoltare prima di parlare”. Una lezione preziosa in tempi in cui tutti vogliono dire la loro, ma pochi sanno davvero ascoltare il mondo.
La cultura come missione
Lucio Di Mauro è molto più che un giornalista: è un intellettuale moderno, un narratore del reale, un costruttore di dialogo. Il suo lavoro ha un impatto reale sulla società: informa, educa, eleva. In un tempo in cui le parole vengono spesso abusate, lui continua a usarle con precisione, delicatezza e forza.
Il suo impegno, la sua competenza, il suo stile sono un esempio da seguire. E se oggi la provincia di Catania può contare su un’informazione ancora capace di raccontare il bello, il vero e il necessario, è anche merito suo.
