Sanità a Vibo Valentia. Sarlo al Governatore Occhiuto: te la senti di aiutare i cittadini a credere di più nel sistema sanità?

Riceviamo e pubblichiamo la nota del giornalista vibonese Giuseppe Sarlo, decano dell’informazione in Calabria, che si rivolge al Governatore Roberto Occhiuto chiedendo se se la sente di aiutare i cittadini a credere di più nel sistema sanità.

Caro Presidente Roberto Occhiuto, Commissario per la realizzazione dell’Ospedale di Vibo Valentia, mettiamo in piedi, insieme, una intesa per ripristinare la “normale” sanità a Vibo Valentia e dintorni ?
Concordo con chi ritiene che non hai alcun motivo per non volere bene anche alla città di Vibo Valentia e il suo territorio per dedicargli una maggiore attenzione rispetto ad oggi. Ne credo che assegnando nuovi medici cubani all’Asp hai ancora una volta privilegiato Cosenza, Reggio Calabria e Catanzaro.
Però devi anche capire la sofferenza dei cittadini quando richiamano l’attenzione sul fatto che il presidio ospedaliero “G. Jazzolino” e le altre strutture territoriali, sono nel mirino da parte dell’opinione pubblica, forse troppo stanca per il perpetuarsi di disservizi e conseguenti disagi dovuti alla scarsa ed inadeguata attenzione della politica regionale. Diventa più che comprensibile che intorno a questa instabilità gestionale sanitaria siano sorte una montagna di polemiche, denunce, tentativi di confronto, pressioni, manifestazioni e tutto quanto può concorrere a determinare, alla fine, il quasi niente di fatto. Certo : non se ne può più. Ma come facciamo a spiegartelo? Possiamo capire perché ti torna difficile dialogare con i cittadini? Possibile che occorre la tornata elettorale per dialogare con i cittadini ? Così non va, Caro Commissario,
fermo restando che l’iniziativa dei cittadini resta il pungolo più efficace per aiutare il sistema sanitario vibonese ad una ripresa quanto meno, inizialmente, della normalità, c‘è chi avverte forte il bisogno di puntare ad un nuovo modo di approccio tra cittadini e Azienda sanitaria provinciale. Dacci una mano.
Caro Commissario, va bene il rapporto instaurato con la terna Commissariale ministeriale presieduta da Vittorio Piscitelli e con il Prefetto di Vibo Valentia Anna Aurora Colosimo. Non va bene, perché non adeguato alle reali esigenze dell’emergenza sanitaria vibonese, il finora mal riuscito tentativo di programmare una conseguente ideale organizzazione per affrontare più concretamente le mille difficoltà esistenti. Fermo restando, nello stesso tempo, che non sarebbe giusto, non prendere atto, tanto per fare un esempio, che l’ospedale “G. Jazzolino” conta su unità operative di considerevole respiro che aiutano tantissimo il mondo della sofferenza quotidiana e non, ma che vanno sicuramente rivisitate, riaggiornate in funzione della forse realistica possibilità di veder pronto, entro i prossimi tre anni, il nuovo Ospedale di Vibo Valentia. Su questo incoraggiante obiettivo va però rivisto il tuo importante e determinante atteggiamento e, conseguentemente, quello dei tuoi più diretti collaboratori. A Vibo Valentia, Caro Commissario, nessuno ha chiesto di chiudere l’Ospedale. Si chieda aiuto, in caso di prevedibile risposta negativa alla notevole domanda di salute, alle strutture private. Si provveda a ristrutturare quei servizi oggi inidonei e non sicuri. Il cittadino ha chiesto, e continua giustamente a chiedere, una assistenza e cura come quella che tu ti stai sforzando, e con successo, di garantire ad altre realtà come Cosenza, Reggio Calabria e Catanzaro.
Vibo Valentia e Crotone non possono continuare a recitare il ruolo di fanalino di coda ed essere considerati, sostanzialmente, cittadini di serie B. L’autonomia differenziata potrebbe, presto, stando a quel che si discute, non essere considerata una “minaccia” pericolosa per i cittadini più deboli, isolati, fragili, impossibilitati, per certi aspetti, di ricorrere alla sanità privata in caso di emergenza. Caro Commissario, a nessuno sfugge la tua intelligente opposizione al decreto Calderoli, così come a nessuno sfugge la tua idea su come riformare il sistema sanitario. Ma prova a cambiare registro. Giova che tu riveda il tuo giudizio e il modo di intervenire sulla complessiva condizione in cui versano l’ospedale di Vibo Valentia, le strutture sanitarie periferiche e la medicina del territoriale. Non sarebbe male se ti affidassi ad una personalità e che conosce il sistema sanitario vibonese, dove ha portato la sua esperienza maturata alla Regione Calabria e pronto a mettere insieme la sua collaudata capacità manageriale di settore con l’aiuto indispensabile della Conferenza dei Sindaci, dell’Ordine dei Medici, oggi presieduto dal dott. Enzo Natale, direttore dell’Unità Operativa di Pronto Soccorso, la postazione più nevralgica del sistema ospedaliero; di sindacati, volontariato e associazioni e di tutti quei cittadini che possono mettere a disposizione conoscenze e sapere in materia.