Addio al Generale Peppino Galatà: odiato dalla ‘ndrangheta, amato dai calabresi
Riceviamo e pubblichiamo la nota del giornalista vibonese Giuseppe Sarlo sulla scomparsa del Generale Peppino Galatà.
Si è spento a Roma, all’età di 93 anni, il Generale Peppino Galatà, figura di spicco dell’Arma dei Carabinieri, noto per la sua lotta senza tregua contro la criminalità organizzata. Il Generale, che ha perso la sua battaglia contro un tumore al pancreas, ha lasciato un segno indelebile nella storia della sicurezza pubblica italiana.
“Ho solo il tempo per esternare una riflessione finale: se potessi tornare indietro nel tempo rifarei tutto quello che ho fatto”. Con queste parole Galatà ha salutato la vita terrena, testimoniando il suo spirito incrollabile e il suo profondo senso del dovere.
Nativo di Lentini, in provincia di Siracusa, Galatà si distinse fin da giovane per la sua eccellenza professionale, tanto da essere selezionato tra un gruppo ristretto di talenti dell’Arma. Il Capo di Stato Maggiore dell’epoca gli riservò un destino di grande responsabilità: “Vi destinerò nei peggiori posti d’Italia dove potrete dimostrare la vostra professionalità”. E così fu.
Uno dei momenti più significativi della sua carriera fu il periodo trascorso a Vibo Valentia, dove fu alla guida del comando provinciale dei Carabinieri. Qui affrontò con determinazione l’ondata di sequestri di persona che affliggeva il territorio e riorganizzò le attività delle stazioni locali dell’Arma, lasciando un segno profondo nella sicurezza della provincia.
A Vibo Valentia, Galatà trovò non solo un’importante esperienza professionale, ma anche l’amore: conobbe la sua futura moglie, la dottoressa Betty Barba, originaria di Soriano, con la quale costruì una famiglia. I loro figli, Gabriele e Carmen, sono oggi affermati professionisti nel campo medico.
La sua carriera proseguì con incarichi sempre più prestigiosi. Dopo l’esperienza a Vibo Valentia, fu inviato a Reggio Calabria, uno dei territori più complessi dal punto di vista della lotta alla criminalità organizzata. Grazie alla sua strategia e al suo coraggio, divenne uno degli ufficiali più temuti dalla ‘ndrangheta. In seguito, la sua ascesa lo portò a ricoprire il ruolo di Comandante dei Carabinieri della Regione Lazio e a far parte dello staff della DIA come Generale di Brigata.
Nel corso della sua carriera ricevette sei encomi solenni e ben 16 comuni gli conferirono la cittadinanza onoraria.
“A Vibo Valentia ha lasciato un pezzo del suo cuore”, ha dichiarato Mimmo Piccione, ricordando la signorilità, il senso di responsabilità e la difesa dei più deboli che hanno contraddistinto il Generale Galatà. I suoi funerali si terranno domani a Roma, dove l’Arma e i tanti che lo hanno stimato renderanno omaggio a un uomo che ha dedicato la sua vita al servizio dello Stato.
