Senza gli aiuti USA ora Kiev rischia la capitolazione entro l’estate
L’Ucraina, a tre anni dall’inizio dell’invasione russa, si trova in una posizione critica. La sua capacità di resistere dipende ancora in larga parte dal supporto militare degli Stati Uniti, che ora è a rischio con il possibile blocco delle forniture deciso da Donald Trump. Se tale scenario dovesse concretizzarsi, le stime indicano che le forze ucraine potrebbero mantenere l’attuale livello di combattimento solo per altri sei mesi.
Un’industria bellica insufficiente
Nonostante i progressi nella produzione interna di armamenti, Kiev riesce a coprire solo un terzo del proprio fabbisogno militare. Prima del 2022, la percentuale era inferiore al 10%. Il resto delle forniture arriva dall’Europa (30%) e dagli USA (40%). Tuttavia, l’Unione Europea, nonostante il suo potenziale economico e militare, è ancora incapace di compensare l’eventuale stop degli aiuti americani.
L’importanza cruciale del supporto USA
Oltre alle armi, Washington fornisce tecnologie essenziali come i missili Patriot, i sistemi di comunicazione satellitare Starlink e le munizioni per le artiglierie da 155 mm, richieste in quantità enormi dall’esercito ucraino. In particolare, armamenti come i lanciarazzi Himars e i missili Atacms, fondamentali per la difesa del fronte orientale, sono prodotti solo negli USA e non hanno equivalenti europei prontamente disponibili.
L’Europa può sostituire gli USA?
L’industria bellica europea sta cercando di aumentare la produzione, ma il riarmo è ancora lento e i depositi militari restano carenti. L’Ue sta lavorando a un pacchetto di oltre 20 miliardi di euro per sostenere Kiev, ma difficilmente riuscirà a rimpiazzare a breve termine il ruolo degli Stati Uniti.
Se gli aiuti americani si interrompessero definitivamente, le forze armate ucraine potrebbero trovarsi a corto di munizioni e difese avanzate entro la fine dell’estate. La guerra in Ucraina entra così in una fase decisiva, con il rischio concreto di un crollo militare se l’Europa non riuscirà a colmare il vuoto lasciato da Washington.
