Pino Scianò, avvocato, giornalista, conduttore radiofonico di Vibo Valentia ed esponente del Movimento Indipendenza, ha condiviso sabato mattina una riflessione sui social che non è passata inosservata.
Nel suo post, Scianò racconta un episodio personale legato alla sua giovinezza e alla passione per la lettura dei giornali. “A 18 anni la giornata iniziava con l’edicola: ‘Mi dà il Secolo d’Italia?’, lo aprivo e sfogliavo davanti a tutti con orgoglio”, scrive, ricordando il suo legame con lo storico quotidiano della destra italiana. Tuttavia, oggi osserva con una punta di amarezza l’evoluzione della testata, confrontandola con quella de l’Unità, il giornale storicamente vicino alla sinistra.
La sua riflessione porta a una domanda aperta: “Sono cambiato io?” La risposta sembra suggerire che non sia lui ad aver mutato le proprie convinzioni, bensì il panorama editoriale. “Se devo credere ad amici e avversari politici che apprezzano la mia coerenza nel tempo, dovrei rispondere che forse sono cambiati il Secolo in peggio e l’Unità in meglio”.
Un’osservazione che stimola il dibattito su come i media abbiano modificato la loro identità nel tempo, in un contesto politico e culturale in continua trasformazione.
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