Trump dichiara “guerra” alle auto elettriche: gli USA tornano ai combustibili fossili
Con l’insediamento di Donald Trump come 47º presidente degli Stati Uniti il 20 gennaio 2025, si apre un nuovo capitolo nelle politiche energetiche americane, segnando una decisa svolta meno favorevole ai veicoli elettrici (EV).
Tra le prime azioni del nuovo presidente figurano decisioni che mettono in discussione il futuro dell’industria degli EV:
- Stop ai sussidi per le auto elettriche: Revocato il credito d’imposta federale di 7.500 dollari per gli acquirenti di EV, una misura che rischia di ridurre l’attrattiva di questi veicoli sul mercato.
- Blocco dei finanziamenti per le infrastrutture di ricarica: Sospesi i fondi destinati allo sviluppo della rete di ricarica, ostacolando l’espansione di un’infrastruttura chiave per la mobilità elettrica.
- Revisione degli standard ambientali: Allentati i requisiti sulle emissioni, favorendo la produzione di veicoli a combustione interna e riportando in primo piano i combustibili fossili.
Questi cambiamenti potrebbero avere conseguenze significative:
- Industria automobilistica: Le case produttrici potrebbero rivedere i piani di investimento nei veicoli elettrici, con possibili impatti sull’innovazione e sulla competitività globale del settore.
- Mercato del lavoro: La priorità ai combustibili fossili potrebbe spostare gli equilibri occupazionali, penalizzando i settori legati all’energia rinnovabile e all’industria EV.
- Ambiente: Un ritorno ai combustibili fossili e l’allentamento delle normative sulle emissioni potrebbero compromettere gli obiettivi di riduzione dei gas serra, aumentando la pressione sull’ambiente globale.
La strategia di Trump, che segna la fine del Green New Deal negli Stati Uniti, ridisegna il panorama energetico nazionale. Cambia negli USA e nel Mondo l’approccio sul clima e sull’economia.
