Umbria

Tre persone uccise a colpi di fucile: la strage della famiglia Scoccia ha scosso Perugia

La comunità di Perugia è fortemente scossa dalla strage della famiglia Scoccia. Il capoluogo umbro finisce al centro della cronaca nera: tre persone uccise a colpi di fucile. Tre cadaveri ritrovati nel giardino di un casolare nelle campagne di Perugia, nella frazione di Fratticiola Selvatica.

Omicidio suicidio nell’ambito familiare o una strage premeditata da un misterioso assassino? È giallo per gli uomini della squadra mobile e per la Procura di Perugia che sono alle prese con un caso solo all’apparenza lineare. Le vittime sono Enrico Scoccia, 69 anni pensionato, con problemi di salute, la moglie Maristella Paffarini, 66 anni dipendente della Prefettura di Perugia, e la figlia Elisa Scoccia di 39 anni. A scoprire i corpi senza vita, morti da almeno 2 giorni, il compagno della giovane che non aveva sue notizie da domenica.

L’arma del delitto è una doppietta da caccia. La doppietta è stata ritrovata accanto al corpo del capofamiglia, a poca distanza da quelli delle due donne. Almeno 5 i colpi esplosi. Secondo gli inquirenti l’ipotesi di un duplice omicidio suicidio potrebbe spiegare tutto. Enrico Scoccia, probabilmente in preda a una crisi, avrebbe deciso di farla finita uccidendosi. Non prima, però, di avere messo la parola fine anche alle vite della moglie Maristella e della figlia Elisa. Due colpi per ognuna delle vittime. Poi solo il tempo di ricaricare l’arma e di puntarsela contro.

Tuttavia lo stato di salute di Enrico Scoccia non sarebbe stato così grave da portarlo a sterminare la sua famiglia. Qual è il movente? Perché la vicina non ha allertato le forze dell’ordine sabato sera, quando ha sentito i colpi di arma da fuoco? Perché il fidanzato di Elisa non si è recato subito a vedere cos’era accaduto alla compagna? La donna, che non viveva con i suoi ma si recava spesso da loro, era irraggiungibile da domenica. L’uomo è stato ascoltato come persona informata dei fatti.

Il pm che ha aperto il fascicolo per omicidio volontario, Gemma Miliani, avrebbe disposto tra gli altri accertamenti anche la prova stub su di lui, unico superstite. Test fondamentale per ribaltare o confermare lo scenario del duplice omicidio e suicidio.

Redazione

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