Professione criminologo: la formazione, le competenze, gli sbocchi

investigatore

La criminologia evoca situazioni che da sempre affascinano l’uomo. Siamo infatti molto attratti dallo studio del crimine perché è un modo per esorcizzare la paura. A dimostrazione di questo interesse verso il crime è il successo di film, serie tv, web series e podcast che parlano di crimini. La classifica Spotify 2023 parla chiaro: tra i 10 podcast più ascoltati in Italia domina il genere crime, con al 1° posto Elisa True Crime, di Elisa Di Marco. Questo forte interesse si estende anche alla formazione e sono sempre più le persone che scelgono di specializzarsi in criminologia. La professione del criminologo, sebbene affascinante e stimolante, è tuttavia molto complessa, perché richiede un ventaglio di conoscenze molto ampio. Scopriamo come si diventa criminologo parlando di formazione, competenze e sbocchi lavorativi.

Professione criminologo: la formazione

Per diventare criminologo è necessario conseguire la laurea. Non c’è una laurea specifica per criminologia ma diverse facoltà hanno attivato percorsi quinquennali nei quali è possibile scegliere piani di studio sulla criminologia. Dopo la laurea magistrale, per perfezionare la formazione e diventare criminologo è fondamentale seguire un corso post-laurea, come un master, e scegliere il tipo di corso in base al tipo di specializzazione che si vuole seguire. Se si desidera ad esempio approfondire l’aspetto legale, si può trovare tra le competenze del master in criminologia forense la strada più giusta. I corsi si possono seguire anche online iscrivendosi agli atenei telematici riconosciuti dal MUR come l’Università degli Studi Niccolò Cusano.

Professione criminologo: le competenze

Alla solida preparazione teorica, il criminologo deve affiancare attitudini naturali e competenze trasversali per completare il suo profilo professionale. Tra le propensioni naturali c’è sicuramente una grande attenzione alle tematiche trattate e una sviluppata curiosità sull’indagare la personalità dei soggetti da analizzare. C’è poi bisogno di sangue freddo e di un grande controllo dell’emotività. Le competenze da allenare in maniera specifica sono innanzitutto la capacità di analisi e problem solving, indispensabili per esaminare scene del crimine, raccogliere dati e ricostruire i fatti, individuando le connessioni tra i vari elementi. Contano poi le abilità di comunicazione e relazionali utili per interagire con persone provenienti da contesti diversi e con ruoli diversi nell’evento, come vittime, testimoni, criminali e operatori del settore. Ulteriore competenze importante è l’orientamento al dettaglio e al pensiero critico, necessari per osservare attentamente i particolari, valutare le diverse ipotesi e formulare teorie investigative solide e supportate da prove concrete. A completare il quadro delle competenze di un criminologo c’è una conoscenza approfondita del sistema giuridico e penitenziario, utile per comprendere il contesto del crimine e le sue implicazioni legali e per proporre adeguati interventi di riabilitazione e reinserimento sociale.

Professione criminologo: sbocchi lavorativi

Il criminologo può operare nel pubblico, nel privato e come libero professionista. Uno degli sbocchi lavorativi più immediati è nelle forze dell’ordine per collaborare con polizia, carabinieri e guardia di finanza per profilare i criminali, analizzare scene del crimine e stendere relazioni investigative. Il criminologo può inoltre collaborare con enti locali e istituzioni per progettare e implementare progetti di politiche di sicurezza urbana e di prevenzione alla criminalità e con il sistema carcerario in qualità di consulente per l’elaborazione di percorsi riabilitativi e di reinserimento. Chi desidera contribuire alla ricerca scientifica sui fenomeni criminali può lavorare negli istituti di ricerca e università. Può infine affiancare studi legali e società di consulenza nei processi penali al fine di analizzare i profili criminologici e realizzare perizie.