Strati, Costabile, Berto: la Calabria si racconta con la letteratura e il cibo

L’evento si svolgerà venerdì 31 nella sede dell’Ipseoa Gagliardi di Vibo Valentia a partire dalle 18.30, per celebrare tre grandi scrittori che hanno raccontato la Calabria: due per la ricorrenza del centenario dalla nascita, Saverio Strati e Franco Costabile, l’altro, Giuseppe Berto, a 110 anni.

La Calabria si unisce attraverso i suoi scrittori. Ionio e Tirreno dialogano con la voce e la scrittura di tre autori che hanno raccontato questa terra, in un evento speciale, il Centenario della nascita di Saverio Strati e Franco Costabile a cui si aggiunge la figura di  Giuseppe Berto (110 anni dalla nascita). L’iniziativa fa parte del progettola La terra di Calabria si racconta:scritturi, territorio e cibo” che ha lo scopo di raccontare e scoprire l’identità della Calabria attraverso le opere letterarie abbinando i piatti tradizionali del territorio in quanto dalla terra e dal cibo nasce la prima forma di cultura, con il coltivare i campi tracciando i solchi, seminando e piantando come fa lo scrittore attraverso la scrittura: lo rivela l’indovinello veronese «se pareba boves alba pratalia araba et albo versorio teneba et negro semen seminaba», la cui soluzione è proprio nell’azione dello scrivere sul foglio bianco tracciando il solco con la penna d’oca che semina inchiostro e parole.

Il 2024 segna questa importante ricorrenza nella storia letteraria calabrese e nazionale. Un’occasione per riscoprire Saverio Strati (nato a Sant’Agata del Bianco il 16 agosto 1924 e scomparso il 9 aprile del 2014) e Franco Costabile (nato il 27 agosto a Sanbiase-Lamezia , scomparso a Roma il 14 aprile 1965). Ma sono anche 110 anni dalla nascita di uno dei più significativi scrittori del ‘900, Giuseppe Berto (nato a Mogliano veneto il 27 dicembre 1914) che dai primi anni ’50 aveva scelto Capo Vaticano come sua patria spirituale dove ha vissuto fino alla sua morte (scomparso l’1 novembre del 1978 e le sue spoglie si trovano nel cimitero di Ricadi). Nel 1964 ha vinto il premio Viareggio e Campiello con il romanzo “Il male oscuro”. Sarà presente la figlia di Berto Antonia, che da diversi anni è impegnata a portare avanti una serie di iniziative, come il “Premio Berto” e il festival “Estate a Casa Berto”, per tenere sempre viva la memoria del padre. A rappresentare Saverio Strati la nipote, la scrittrice Palma Comandè, che alla storia dello zio ha dedicato un importante opera, “Prima di tutto un uomo, un romanzo su Saverio Strati”, (2017) La Comandè nel tracciare un profilo dello zio ricorda che i romanzi di Strati “letti e apprezzati dal grande critico Giacomo Debenedetti, giungeranno ad Alberto Mondadori che li pubblicherà cominciando col giovane scrittore di Calabria un sodalizio che durerà oltre un trentennio e che porterà riconoscimenti di ogni genere che culmineranno nel 1977 col prestigioso premio Campiello. Il ragazzo destinato a fare il muratore divenne uno dei più apprezzati scrittori della Mondadori, tradotto in tutto il mondo e recensito nelle più importanti testate europee e americane, uno dei più grandi scrittori italiani”.

Ad arricchire il cenacolo ospite del “Gagliardi”, accolto dalla DS Eleonora Rombolà, la presenza del filosofo e saggista Raffaele Gaetano, che racconterà l’espereinza di Franco Costabile insieme ad Antonio Pagliuso e Francesco Antonio Fagà (componenti Comitato celebrazioni del centenario su Costabile). A ricordare inoltre il poeta di Sanbiase anche Kita Tassone (figlia di Francesco Tassone, fondatore e animatore della casa Editrice “Quale Cultura” che si è occupato di Costabile in diverse occasioni con la pubblicazione sia della silloge poetica “La rosa nel bicchiere” che del poema “Il canto dei nuovi migranti”. La prima edizione de  “La rosa nel bicchiere” risale al 1985 con prefazione di Libero Bigiaretti, (inserita nella collana Piccola biblioteca di “Quaderni Calabresi” con introduzione di Francesco Adornato);  mentre nel 1989 viene pubblicato “Il canto dei nuovi migranti”, in una edizione fotografica pregiata (con le foto di Mario Giacomelli, la Prefazione a cura di Goffredo Plastino e testi di Francesco Adornato, Luigi Maria Satriani, Goffredo Plastino e presentazione di Leopoldo Chieffallo). Si rammenta che in precedenza, nel 1961, per la casa editrice Canesi di Roma, nella collana diretta da Giuseppe Ravegnani, L’Arciere), viene pubblicata la silloge “La rosa nel bicchiere”. ci saranno ancora scrittori e intellettuali del Vibonese come Domenico Sorace e Michele Petullà.

E non solo mondo letterario ma anche la cultura che proviene dalla terra, come quella di Ilaria Campisi, imprenditrice agricola (premio 2024 “Economia del futuro” della rivista internazionale “Forbes”, per il progetto “Arance in viaggio”) e quella di Giovanni Muzzopappa (Agronomo, Azienda agricola Mafrica).

L’evento sarà caratterizzato dal conviviale con i piatti tradizionali e tipici del territorio di provenienza degli scrittori, preparato dagli studenti del Corso Serale diretti dai docenti Pino Cardamone, Antonio Ramondino e Nicola Filardo.

I vini sono offerti dalle Cantine Benvenuto e Casa Comerci.