Riscoprire il proprio valore: affrontare le delusioni senza perdere l’autostima

Gerry Grassi riscoprire il proprio valore

L’autostima è determinata dalla valutazione soggettiva, influenzata da vari fattori come le esperienze passate, le aspettative personali e sociali, le convinzioni e le emozioni. Se è buona implica sentirsi bene con se stessi, riconoscere i propri punti di forza e di debolezza, accettarsi e rispettarsi.

Al contrario, i problemi di autostima si manifestano con una percezione negativa di sé, una mancanza di fiducia nelle proprie capacità e un senso di inadeguatezza.

Tutti, prima o poi rimaniamo delusi

Nella vita, è inevitabile affrontare delusioni, ma questo non dovrebbe generare timore. Al contrario, questa consapevolezza può aiutare a non interpretare la delusione come un fallimento personale, attribuendone la responsabilità alla propria presunta incapacità.

La difesa contro la delusione implica principalmente una limitazione dell’esposizione al rischio. Come? Mantenendo sempre un contatto concreto con la realtà, mantenendo aspettative realistiche e sviluppando una buona conoscenza di sé stessi.

Quest’ultima è fondamentale per stabilire un solido rapporto con la realtà, comprendendo sia i propri limiti che il proprio potenziale.

Inoltre, difendersi dalla delusione implica anche saper reagire in modo appropriato.

Il primo passo consiste nel rafforzare l’autostima, nutrendo un adeguato amore per se stessi, poiché è da questa base che si possono superare le delusioni.

Infine, è possibile riassumere i quattro principi guida per affrontare la delusione:

  • non rimanere isolati, promuovendo la comunicazione e condivisione;
  • mantenere fiducia in se stessi resistendo alla perdita di autostima;
  • essere pazienti, riconoscendo che superare una delusione è un processo che richiede tempo;
  • avere coraggio, continuando a impegnarsi, cercando nuove opportunità e mantenendo lo sguardo rivolto verso il futuro.

Delusione verso se stessi

Occasionalmente, e per alcuni con una frequenza più elevata, la delusione può essere diretta verso se stessi.

È possibile provare delusione nei confronti del proprio comportamento, delle prestazioni sportive, scolastiche o lavorative, e persino riguardo a certi tratti personali.

Questo fenomeno si verifica quando vi è una discrepanza tra il nostro Sé Ideale (cioè come vorremmo essere) e il nostro Sé Reale (la nostra effettiva natura). Maggiore è l’idealizzazione di ciò che vorremmo essere, maggiore è la delusione percepita quando confrontata con la realtà.

In queste situazioni, un percorso terapeutico può essere di grande aiuto nel processo di accettazione di sé e delle proprie prestazioni, contribuendo a ridurre la delusione percepita.

Tuttavia, è possibile intraprendere autonomamente alcune azioni per affrontare questa situazione:

  • aumentare la consapevolezza dei propri limiti e delle proprie risorse, e individuare quali di essi possono essere modificati, rinforzati o acquisiti;
  • stabilire obiettivi realistici basati sulle proprie risorse e limitazioni;
  • allenarsi a trattarsi con compassione quando le cose non vanno come ci si aspetta, proprio come si farebbe con una persona a cui si tiene;
  • coltivare l’autoironia per ridimensionare la delusione e mantenere uno stato d’animo positivo e orientato verso il progresso.

Come trasformare una delusione in energia vitale?

Principalmente, affrontando la situazione con coraggio e sfruttando le risorse mentali disponibili: dirigendo l’attenzione altrove, esplorando nuove strade, cercando di rinnovarsi e mantenendo la fiducia che le cose andranno meglio in futuro.

Mantenere un atteggiamento positivo fin dall’inizio può prevenire il forte abbassamento del morale che spesso accompagna la delusione. L’energia intrinseca della persona contribuirà al processo.

Trasformare la delusione in un’opportunità di crescita significa non lasciarsi sopraffare dal disincanto, ma invece conservare la determinazione di progredire.

Inoltre, si manifesta l’idea di “rivalsa”, ossia la volontà di non arrendersi davanti agli ostacoli della vita. Per alcuni individui, tali sfide possono risultare persino stimolanti, poiché li spingono a impegnarsi maggiormente.

Infine, la trasformazione della delusione in un processo vitale implica la metamorfosi del dolore, la sua “sublimazione” in un atto creativo: plasmare la propria esistenza consapevoli del fatto che siamo gli artefici della nostra vita, protagonisti e non semplici spettatori.