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Essere donna in Calabria tra passato e futuro: l’impegno e l’ingegno

A Limbadi il convegno “Essere donna in Calabria tra passato e futuro” (venerdì 8 marzo, ore 18.30) organizzato dall’associazione culturale “Mimmo Tripaldi”: un dialogo tra donne che operano nei diversi campi, con interventi, testimonianze e contributi, in un percorso scandito da altri incontri. Si tratta di un progetto culturale per restituire alla donna un autentico ruolo in una rinnovata visione del futuro per uscire dagli stereotipi e dai luoghi comuni

Venerdì 8 marzo, nella sala conferenze del Palazzo municipale di Limbadi, a partire dalle 18.30, si svolgerà un convegno per la ricorrenza della festa della donna. L’incontro avrà come tema “Essere donna in Calabria tra passato e futuro” ed è stato organizzato dall’associazione culturale “Mimmo Tripaldi”. Sono previsti i saluti istituzionali del presidente dell’associazione Aurora Corso, del sindaco dell’Amministrazione comunale di Limbadi Pantaleone Mercuri e di Francesco Tripaldi (avvocato). A seguire gli interventi di Patrizia Surace (Co-oordinatrice nazionale di Libera per il progetto “Liberi di Scegliere” di Libera), di Antonella Casale (giurista costituzionalista), di Francesca Martorana (psicologa e Referente regionale AISM progetto “Red”), e di Carmen Amato (Responsabile associazione di Endometriosi “La voce di una è la voce di tutti”).  Nell’occasione ci sarà la testimonianza di Ilaria Campisi (imprenditrice agricola) che ha avuto diversi riconoscimenti per la particolare qualità dei suoi prodotti e la visione etica con cui cura l’attività agricola (premio “Economia del futuro” per il progetto “Arance in viaggio” assegnato dalla rivista “Forbes Italia”, e ultimamente è stata investita “Ambasciatrice Doc Italy”. Inoltre sono previsti alcuni contributi a distanza di donne che operano nei diversi campi, in un dialogo tra Calabria e Sicilia, come Marisa Ranieri Panetta (scrittrice, archeologa e giornalista), di Margareth Madè (attrice e imprenditrice agricola) che sta portando avanti una produzione di olio di alta qualità in Sicilia, “Gioi di Sicilia” inserito negli Oli d’Italia del Gambero Rosso (territorio di Noto, Siracusa); Anna Maria Garufi (psicoterapeuta e presidente della Le.L.A.T) e della scrittrice Palma Comandè (nipote di Saverio Strati, autrice del romanzo “La Padrina”).

Nel corso della manifestazione ci saranno gli intermezzi musicali del maestro Romolo Calandruccio, la declamazione in tema di alcune poesie di autori locali e gli interventi degli studenti della Scuola Media di Limbadi. Il convegno verrà presentato e coordinato da Nicola Rombolà (docente e giornalista).

Il convegno è l’inizio di un progetto culturale (in programma altre iniziative) che mette in primo piano la Donna fonte di rinascita come creatrice e curatrice di humanitas. L’8 marzo infatti prefigura il tempo della rinascita. Tutto questo deve essere declinato con un nuovo linguaggio, attraverso una rinnovata visione storica e culturale.

L’idea è quella di far venire fuori i vari volti del mondo femminile per superare gli stereotipi e le ipocrite retoriche di carattere istituzionale e mediatico che ormai hanno mistificato l’immagine della donna come essere umano portatrice di sensibilità, di valori, di principi e di identità nel contesto storico-sociale e culturale dove si trova a svolgere la sua esistenza e vivere la propria esperienza con consapevolezza. L’obiettivo è quello di far emergere un’anima autentica di chi vive e opera in questa terra, spogliata da tutte le convenzioni e sovrastrutture, alla luce anche di quanto sta accadendo: una società in continuo declino nei valori umani fondamentali, dei principi etici e spirituali e che sta portando le nuove generazioni a non avere più sogni. Si sta profilando un inquietante processo: che i genitori stiano sacrificando sull’altare di un dio oscuro (propagandato come progresso), il bene dei loro figli e si compie l’oltraggio di ciò che c’è di più sacro: i fanciulli.

Il progetto, in questa prima edizione, è quello di far dialogare le donne della Calabria con quelle della Sicilia, in quanto hanno come eredità la Magna Grecia e la civiltà del Mediterraneo per rifondare un nuovo Rinascimento umano, emotivo e sentimentale, ritornando alle profonde radici della civiltà classica. Questo dialogo proseguirà per creare un percorso che possa tracciare una nuova visione culturale con uno sguardo consapevole sul futuro che non sia condizionato da paradigmi e sovrastrutture di un potere mediatico e politico che ha prodotto ingiustizie, discriminazioni e violenze fisiche e psicologiche, pregiudicando il futuro delle giovani generazioni, a partire da un’analisi critica dei linguaggi con cui si costruiscono i concetti e le opinioni.

 

 

Nicola Rombolà

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