Cosa sono gli attacchi di panico? Parliamo con lo psicologo di Roma
Gli attacchi di panico sono diventati una fenomeno patologico molto frequente nell’era moderna. I soggetti che ne sono colpiti, avvertono una forte ansia, hanno la paura di morire e temono di impazzire.
I sintomi degli attacchi di panico possono essere confusi con quelli legati ad altre patologie. Interessano la parte superiore del busto, coinvolgono i polmoni e il cuore, per questo il soggetto colpito da un attacco di panico si rivolge al medico, andando alla ricerca di cause legati agli organi inerenti al busto.
Gli attacchi di panico si manifestano con una forte tachicardia, motivo per cui spesso si teme di essere vittima di un infarto e di conseguenza si vive un intenso senso di angoscia e paura di morire. Si avvicendano tremori nel corpo, sudorazione, il fiato diventa corto e affaticato. Si ha la sensazione di soffocamento, a questi si aggiunge anche un forte dolore allo sterno e poi dolori addominali e nausea con vertigini e la sensazione di svenimento.
Perché arriva un attacco di panico
Il motivo che scatena un attacco di panico generalmente è associato a un periodo di forte stress. Un grave lutto in famiglia e o la morte di una persona particolarmente cara può innescare il meccanismo degli attacchi di panico. Una brutta notizia sul lavoro o anche la diagnosi di una malattia possono essere tutte cause che scatenano l’avvicendarsi di uno o più attacchi di panico.
All’apparenza un attacco di panico arriva senza un vero motivo, si manifesta in maniera improvvisa e il soggetto che ne soffre, tende ad associare un luogo particolare o una situazione in cui si è verificato in passato un attacco di panico, come possibile causa del ripetersi dell’evento doloroso e spiacevole. Inizialmente gli attacchi di panico possono avvenire molto di frequente, un paio di volte alla settimana e in taluni casi anche quotidianamente. Col tempo però tendono a diminuire la frequenza e in alcuni casi smettere di manifestarsi anche per diversi mesi.
Quando dura e come trattare un attacco di panico
I sintomi arrivano al punto culmine entro dieci minuti dall’inizio dell’attacco di panico, per iniziare ad affievolirsi, fino ad avvertirli con meno intensità. In tutto dura all’incirca tra i venti e i venticinque minuti.
Quando un soggetto è vittima di un attacco di panico, si rivolge al medico che all’inizio prescriverà una serie di analisi e accertamenti per scongiurare eventuali patologie fisiche. Quando gli esiti dei suddetti controlli non riscontrano altri problemi importanti di salute, si procede alla diagnosi dell’attacco di panico con lo psicologo e alla terapia da seguire per evitare che si ripetano e soprattutto, si aiuta il soggetto, prescrivendo una serie di comportamenti da seguire per affrontare al meglio la manifestazione di questo disturbo.
La conseguenza più seria di un attacco di panico è la depressione del soggetto. Per cui il medico consiglia la psicoterapia per ricercare il motivo che ha causato l’avvicendarsi degli attacchi di panico. La depressione spesso accompagna chi soffre questi disturbi, per cui si prescrive all’individuo, anche l’assunzione di antidepressivi, oltre a suggerire di seguire la terapia con uno psicologo. Di norma si prescrivono antidepressivi e farmaci ansiolitici per contrastare lo stato di malessere e la conseguente ansia da attacco di panico.
