Fusione tra l’italiana Autogrill e e la svizzera Dufry: nasce collosso da 11 miliardi

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Nozze internazionali tra l’italiana Autogrill, di cui è azionista la famiglia Benetton, e la svizzera Dufry. Nasce un colosso da 11 miliardi di giro d’affari con una presenza in oltre 60 Nazioni. I cda sono allertati, gli advisor Mediobanca, Citi, Ubs e Credit Suisse al lavoro. L’operazione, annunciata ad aprile, porterà i Benetton a essere più azionisti e meno gestori nella società risultante.

Edizione, tramite la controllante Schematrentaquattro, conferirà il 50,3% di azioni Autogrill in Dufry in cambio di titoli di nuova emissione. Dopo l’approvazione Antitrust, Dufry diventerà azionista al 50% di Autogrill e scatterà un’offerta di scambio e acquisto (Opas). Azioni ai soci minori di Dufry, come Alibaba (6%) e il fondo Advent (11%), oppure contanti; alternativa obbligatoria, quest’ultima, non essendo il gruppo di Basilea quotato su mercato regolamentato europeo. Edizione a quel punto si diluirà al 25% nel caso gli shareholder di minoranza prediligano la parte cash o al 21% se preferiranno i titoli. La nuova società rimarrà una public company. Eugenio Andrades e Xavier Rossinyol, rispettivamente presidente e ad del gruppo svizzero, manterranno gli incarichi nel nuovo board, possibile invece l’entrata di Alessandro Benetton, numero uno della holding di Ponzano Veneto, come vice presidente. Gianmario Tondato Da Ruos, ceo di Autogrill, è destinato a diventare chairman della futura divisione USA, che riunirà i business d’Oltreoceano della parte italiana (Hms Host Autogrill) ed elvetica (Hudson) e che valgono la metà dell’intero giro d’affari.

Già nel 2013 Autogrill aveva scorporato il business duty free acquisito da Dufry nel 2015. Il matrimonio tra i due non è di tipo “difensivo”. Autogrill l’anno scorso si è dovuta sottoporre ad un aumento di capitale da 600 milioni di euro. Dufry presenta ancora un alto livello di debito (posizione finanziaria netta a -3,1 miliardi di franchi). La ripresa dei viaggi spinge gli attori del settore a investimenti massicci, sulla logistica e sulle catene del valore.