La Bielorussia è minacciata? Lukashenko ammassa truppe per sostenere la guerra di Putin

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Il conflitto in Ucraina è destinato ad allargarsi. Questione di tempo. I prossimi obiettivi sembrano essere la Moldavia e soprattutto un ingresso in guerra della Bielorussia. I segnali ci sono tutti. I bielorussi ammassano truppe al confine e preparano il terreno. “Nella direzione operativa meridionale, un gruppo di un massimo di 20.000 persone creato dalle forze armate ucraine richiede una nostra risposta. Le forze operative speciali, dispiegate in tre direzioni tattiche, garantiscono la sicurezza della Bielorussia”. Sono le parole di Viktor Gulevich, capo di Stato maggiore delle forze armate bielorusse.

Per il generale “gli Stati Uniti e i loro alleati stanno continuando a rafforzare la loro presenza militare vicino al confine di stato della Bielorussia. Il contingente è più che raddoppiato sia in termini quantitativi che qualitativi negli ultimi sei mesi. Ci sono forze che trasportano missili da crociera marittimi nel Mar Mediterraneo e nel Mar Baltico e sono aumentate le forze in Polonia e nei paesi baltici. Tutto ciò indica la presenza di una minaccia crescente per la Repubblica di Bielorussia”.

Il presidente bielorusso, fedele alleato di Vladimir Putin, lancia minacce. L’esercito bielorusso è in grado di “infliggere danni intollerabili ai suoi nemici” in caso di attacco. Lo ha detto il presidente Alexander Lukashenko, citato dalla Belta, incontrando funzionari della Difesa, dopo l’invio di forze speciali ai confini con l’Ucraina, dove secondo Minsk c’è una “minaccia crescente” della Nato e dei suoi alleati. “Siamo realisti, capiamo che non potremmo sconfiggere la Nato. Ma abbiamo tutte le armi per causare danni, in particolare ai territori da cui verremmo attaccati” ha aggiunto Lukashenko sottolineando di non “alludere a nulla” ma volere che “tutti capiscano la portata delle armi che abbiamo”.