Roma. Portuense: Fernando Basath Chandana uccide in strada la moglie Teresa Badde Liyanage

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Aveva lasciato il marito da una settimana per iniziare una nuova vita ma ha trovato la morte per mano dell’uomo. Teresa Badde Liyanage, 41 anni, originaria dello Sri Lanka, è stata uccisa da Fernando Basath Chandana. L’uomo di 49 anni, connazionale della vittima, ha accoltellato a morte Teresa sul marciapiede di una strada del Portuense.

I sanitari del 118 hanno provato a salvarle la vita conducendola al vicino San Camillo. Ma per Teresa Badde Liyanage non c’è stato nulla da fare. La donna è stata attinta da una decina di fendenti, soprattutto al torace e all’addome ed è spirata poco dopo essere arrivata al Pronto soccorso.

Fernando Basath Chandana l’aveva pedinata su un monopattino elettrico. L’asiatico è stato bloccato da alcuni passanti. Tra loro un Carabiniere in servizio alla compagnia di Pontedera, ma in licenza a Roma dove si trova con la moglie. La Polizia lo ha arrestato per omicidio volontario e condotto in carcere. Recuperata l’arma del delitto, un coltello seghettato da cucina. Gli investigatori del commissariato Celio e del Reparto volanti, insieme con la Squadra mobile, hanno ricostruito il femminicidio avvenuto in via Leonardo Greppi.

Fernando potrebbe averla seguita per incontrarla all’esterno del supermercato Carrefour. Da qualche tempo i rapporti nella coppia, senza figli, si erano deteriorati. Da qui il sospetto che l’uomo potrebbe avere premeditato l’omicidio. In base ad alcune testimonianze il quarantenne avrebbe avuto con la donna una discussione per strada, non prima di averla implorata di tornare insieme.

La donna ha continuato a camminare ancora solo per pochi metri. Poi l’ex, in servizio come domestico presso una famiglia che abita non lontano dal supermercato, ha lasciato il monopattino e le è saltato addosso, colpendola più volte davanti ad alcune persone che non appena hanno capito quello che stava accadendo sono subito intervenute. Teresa ha cercato di difendersi, come dimostrano alcuni tagli sulle mani e sulle braccia, ma non è riuscita a parare tutti i fendenti ricevuti. Le sue condizioni sono apparse subito disperate. Un medico del 118 ha stabilizzato la paziente, che aveva perso molto sangue, e poi ha autorizzato il trasporto al San Camillo dove è deceduta.