L’audiolibro dell’opera Attraverso persone e cose. Il racconto della poesia di Gian Luca Favetto

Attraverso persone e cose. Il racconto della poesia di Gian Luca Favetto è una geografia di storie vissuta in dodici tappe, perché la poesia stessa è viaggio, non tanto da un luogo all’altro ma di voce in voce, dall’autore al lettore: «In un libro di qualche anno fa annotavo che scrivere appartiene allo stesso movimento del viaggiare e che il viaggio è sovversivo come la scrittura: riesce a esserlo, quando diventa incontro». Favetto prende spunto dai viaggi in macchina che faceva da bambino con i suoi genitori, dai momenti perfetti in cui suo padre declamava versi di poesie che amava, per poi creare un itinerario attraverso gli autori più incisivi dell’arte poetica come, citandone una manciata, Ezra Pound, il raccoglitore di tempo, o Walt Whitman, il Dante e l’Omero americano, o ancora il viaggiatore dell’anima Charles Baudelaire: «Il modo di Baudelaire di stare di fronte al tempo – di fronte a quell’avido giocatore che è il Tempo, capace di guadagnare ogni volta senza barare, come lo definisce in una poesia – è quello del viaggiatore. Non sono tanto i fatti della sua vita a dirlo, lo gridano le sue poesie, la sua vera biografia». E, in fondo, tutti i grandi poeti hanno dentro di loro il movimento, sono tutti viaggiatori perché mettono in moto il sentire attraverso le parole, e così fanno muovere anche i lettori e lo stesso autore che, a sua volta, fa viaggiare noi, mediante le sue memorie e le sue intense riflessioni, in un eterno ciclo di scambi e incontri preziosi.

È «un andare dentro un altro andare», afferma, è la condivisione senza intermediazione. Quest’opera contiene un flusso di parole e di associazioni sorprendenti; in essa si respira il salvifico ossigeno della cultura e della passione. L’autore ricorda un po’ il professor Keating del film “L’attimo fuggente” – che cita nell’opera, e a ragione: anche lui ci chiede infatti di assaporare fino in fondo le poesie, ci invita a non fermarci alle mere qualità tecniche ma a sentire invece la forza della vita che scorre in esse. Gian Luca Favetto ha il pregio di non parlare solo di poesia ma di creare interessanti parallelismi con le altre arti: da “2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick, passando per i quadri di Hieronymus Bosch e di Jackson Pollock, fino al già citato film di Peter Weir, nel quale si pone la stessa domanda che apre il primo capitolo del libro: «Che cos’è la poesia?». E la risposta può essere solo un tentativo tra i tanti, perché l’autore è conscio che sia impossibile cercare di rinchiudere la poesia in angusti confini, derivanti dal bisogno tutto moderno di dare un’etichetta a qualunque cosa. Ma se proprio esigiamo una risposta, ecco che l’autore decide di citare una grande poetessa americana, Marianne Moore, che propone questa sintesi della poesia: «Giardini immaginari con veri rospi dentro». Per lui è la definizione più folgorante che abbia mai incontrato, perché sposa l’immaginazione con la realtà – una realtà sfuggente, come è la sgusciante natura del rospo; proprio per questo motivo è ancora più importante cristallizzarla in parole immortali, in grado di creare solidi ponti tra gli esseri umani.

Gian Luca Favetto (Torino, 1957) è uno scrittore, poeta, giornalista e drammaturgo. Laureato in Giurisprudenza, dal 1989 scrive sul quotidiano La Repubblica. Dal 1985 ha curato e condotto programmi per Radio RAI come “7 gradi longitudine Est”, “3131” e “Trame”. Pubblica le raccolte poetiche “L’ultima meraviglia” (Genesi, 1990) e “Il versante accogliente dell’ombra” (Marcos y Marcos, 1996) e le raccolte di racconti “Chiunque va a piedi è sospetto” (Marcos y Marcos, 1992) e “Se vedi il futuro, digli di non venire” (Mondadori, 2004). Pubblica i romanzi “Tommaso Torelli, inseguitore” (Marcos y Marcos, 1994), “A undici metri dalla fine” (Mondadori, 2002), “La vita non fa rumore” (Mondadori, 2008), “Premessa per un addio” (NN Editore, 2016), “Qualcosa che s’impara” (NN Editore, 2018) e “Si chiama Andrea” (66thand2nd, 2019). Pubblica i saggi “Ernest Hemingway” (Paravia, 1997) e “Attraverso persone e cose. Il racconto della poesia” (Add Editore, 2020 – Il Narratore Audiolibri, 2020).