Emilia Romagna

Modena. Brexit: cosa cambia per viaggi, studio e lavoro

L’Erasmus nel Regno Unito? Non sarà più possibile. E anche studiare in un’università britannica diventerà molto più difficile e costoso. Per un fine settimana a Londra, dal prossimo ottobre sarà necessario il passaporto e chi pensa a un trasferimento per lavoro dovrà procurarsi un visto; aumenteranno i controlli doganali sulle merci e le imprese che vogliono commerciare al di là della Manica dovranno dotarsi di un nuovo documento, l’Authorized economic operator.

Sono alcuni dei cambiamenti nelle modalità di viaggio, di studio e di lavoro nel Regno Unito con i quali dall’1 gennaio 2021 si devono confrontare anche i cittadini italiani dopo che la Brexit è diventata effettiva. Dal canto loro, i sudditi di Sua maestà che vivono in Italia trovano certificata l’uscita dalla UE anche attraverso la patente di guida: quella britannica, infatti, dall’inizio dell’anno, è considerata come extracomunitaria.

Con l’uscita dall’Unione europea, il Regno Unito ha lasciato il mercato unico e l’unione doganale, insieme a tutte le altre politiche dell’Unione e agli accordi internazionali: viene meno, quindi, la libera circolazione di persone, merci, servizi e capitali e le relazioni tra Regno Unito e UE d’ora in poi saranno regolate dal Trade and cooperation agreement (Tca), l’accordo sulla creazione di un’area di libero scambio che garantisce la prosecuzione della cooperazione negli ambiti di interesse comune, la protezione degli interessi europei e la concorrenza leale, sottoscritto il 24 dicembre 2020 e in vigore in via provvisoria in attesa dell’approvazione da parte del Parlamento europeo, del Consiglio e del Parlamento britannico.

Chi fosse interessato a saperne di più sulla Brexit e sui cambiamenti che ne sono derivati può contattare il Centro Europe Direct del Comune di Modena, in piazza Grande 17 (tel: 059 203 2602; mail: europedirect@comune.modena.it) o seguire gli aggiornamenti pubblicati sulla pagina dedicata del sito del Comune (www.comune.modena.it/europe-direct). Le conseguenze dell’uscita del Regno Unito dalla UE sono protagoniste anche degli itinerari didattici sull’Europa che gli operatori del Centro Europe Direct continuano a svolgere, in modalità a distanza, con gli studenti delle scuole medie e superiori modenesi con l’intento di approfondire i valori, gli obiettivi e i diritti dell’Unione; il funzionamento dei diversi organismi; le opportunità di mobilità per studio, lavoro e volontariato per quando sarà superata l’emergenza Covid-19.

Tra i cambiamenti inevitabili che riguarderanno anche abitudini di viaggio, studio e lavoro consolidate nei 47 anni di appartenenza del Regno Unito all’Unione europea ci sono, per esempio, l’obbligatorietà del passaporto per entrare nel territorio britannico. Chi volesse trasferirsi per lavorare dovrà munirsi di un visto che sarà diverso a seconda del settore lavorativo (i professionisti della salute sono avvantaggiati). Il Regno Unito ha definito, infatti, un sistema di immigrazione a punti e tra i requisiti per ottenere il visto per lavoro dipendente ci sono, per esempio, l’invito del datore di lavoro e la conoscenza della lingua, mentre il lavoro stagionale è possibile solo in determinati settori tra i quali lo sport, l’intrattenimento e il volontariato. 

Telefonare e navigare con il proprio cellulare costerà di più: terminerà, infatti, il roaming gratuito imposto dalla UE ai Paesi membri. Non sarà più possibile svolgere una parte del proprio percorso universitario in Gran Bretagna poiché il Paese è uscito anche dal programma Erasmus+, e anche studiare nelle università britanniche sarà più complesso, perché sarà necessario un visto, e più costoso perché le rette potranno raddoppiare rispetto a quelle attuali perché saranno parificate a quelle degli studenti extraeuropei. E sarà più complessa anche la procedura per il riconoscimento delle qualifiche professionali.

Sul fronte commerciale, le imprese che vorranno velocizzare gli scambi con il Regno Unito dovranno dotarsi del “pacchetto Codice doganale dell’Unione” (o Aeo, Authorized economic operator) che viene rilasciato dopo un audit dell’Ufficio delle dogane competente.

Le conseguenze della Brexit e del Trade and cooperation agreement sono però tuttora in evoluzione ed è fondamentale, per chi è interessato per esempio a un viaggio o deve proseguire un rapporto commerciale o di lavoro, mantenersi aggiornato attraverso i canali ufficiali: per le procedure e i documenti richiesti, l’Ambasciata d’Italia a Londra (https://amblondra.esteri.it); per le informazioni sull’accordo, il sito della Commissione europea (https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/IP_20_2531).

Redazione

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