Reddito di Cittadinanza: si può spendere per visite mediche private?

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Sono tantissimi i cittadini italiani che percepiscono il Reddito di Cittadinanza, di conseguenza è sempre molto interessante chiedersi quali siano le spese ammesse e quelle che invece non lo sono.

Una domanda molto frequente è questa: chi percepisce il reddito può utilizzare i soldi del sussidio per pagare delle visite mediche private? I dubbi a tal riguardo non mancano soprattutto alla luce della distinzione tra la Sanità pubblica, come come noto è gratuita e aperta a tutti i cittadini, e quella privata, che si svolge invece presso strutture a pagamento.

Cerchiamo quindi di fare chiarezza.

Che cos’è il Reddito di Cittadinanza e come viene erogato

Anzitutto va ricordato che il Reddito di Cittadinanza è un importo che viene riconosciuto alle fasce di popolazione che versano in condizioni economiche particolarmente critiche, dunque per poterne beneficiare devono sussistere determinati requisiti.

Il Reddito di Cittadinanza, ai suoi albori, è stato presentato come sussidio temporaneo finalizzato alla ricollocazione lavorativa dei cittadini, con l’eccezione ovviamente di coloro che sono esonerati per le più disparate ragioni, tuttavia su quest’aspetto vi sono ancora grossi punti interrogativi.

Il Reddito di Cittadinanza è erogato tramite card e gli aspetti che vanno assolutamente sottolineati sono due: il denaro riconosciuto non può essere risparmiato, di conseguenza i soldi accreditati sulla card devono essere spesi, inoltre sono ammesse solo determinate tipologie di spesa, tutte rigorosamente tracciate.

Il principio di fondo è facilmente intuibile: il denaro accreditato mensilmente al percettore di Reddito di Cittadinanza non va di certo speso per acquisti futili, bensì esclusivamente per quel che riguarda alimenti e altri beni di prima necessità.

Le spese non ammesse per Legge

La legge prevede una serie di spese che non possono essere effettuate, si spazia dal gioco d’azzardo all’acquisto di materiale pornografico, dall’acquisto di armi a quello di gioielli e beni di lusso, e un elenco completo può essere visualizzato nella pagina dedicata all’interno della Gazzetta Ufficiale, fonte di assoluta autorevolezza.

In tale elenco non figurano le spese mediche, d’altronde non si potrebbe certo ritenere che queste spese siano futili o poco adatte a una persona che versa in condizioni di indigenza.

La regola non scritta del buon senso

Se ci si chiede se il percettore di Reddito di Cittadinanza possa utilizzare gli importi erogati dallo Stato per sottoporsi a visite mediche private, dunque, la risposta è affermativa.

Ovviamente, al di là di quanto è espressamente scritto nella legge di riferimento, è sempre necessaria una buona dose di buon senso.

Se un percettore di Reddito di Cittadinanza necessita, ad esempio, di una visita neurologica e si rivolge per tale motivo ad una struttura specializzata quale ionoforetica.it, non possono di certo sussistere problemi, il discorso è invece differente se gli importi erogati vengono spesi per un intervento di chirurgia plastica estetica o di medicina estetica.

Quest’ultime spese potrebbero essere considerate superflue, o comunque non consone a una persona che sta affrontando un periodo di povertà e che riceve per tale ragione un sussidio statale.

Va detto che nella Legge di riferimento non menziona in modo esplicito questo tipo di servizi, tuttavia, trattandosi appunto di un sussidio che viene erogato affinché si acquistino beni di prima necessità, in occasione di un controllo la cosa potrebbe legittimamente destare sospetto.

Le spese mediche presso strutture private sono ammesse

Al di là di tali casi “borderline”, tuttavia, sulla possibilità di acquistare delle visite mediche specialistiche private facendo ricorso al Reddito di Cittadinanza non c’è ragione di avere dei dubbi.