Promesse? Tante. Fatti: da verificare. Il Governo Conte ha promesso a tanti e realizzato per pochi in questa emergenza coronavirus. Gli italiani sono sfiduciati e vorrebbero certezze. Ma il premier grillino rilancia. “Quest’estate non staremo al balcone e la bellezza dell’Italia non rimarrà in quarantena. Potremo andare al mare, in montagna, godere delle nostre città, anche se lo faremo in modo diverso, con regole e cautele”. Il Presidente del Consiglio però precisa: “Attendiamo l’evoluzione del quadro epidemiologico per fornire indicazioni precise su date e programmazione”. Giuseppe Conte, inoltre, avvia: “i prossimi saranno mesi molto difficili”.
Sceglie il Corriere della Sera, il presidente del Consiglio per parlare agli italiani. “Avremo una brusca caduta del Pil e le conseguenze economiche saranno molto dolorose”. Il premier apre alle Regioni, “possibili differenziazioni geografiche”. In tema del potere decisionale delle Regioni, “con le linee guida che ci permetteranno un controllo della curva epidemiologica, potremo permetterci anche differenziazioni geografiche”, ma “questo non significa procedere in ordine sparso e affidarci a iniziative avventate”.
Conte ha affrontato anche lo spinoso tema della scuola, “il rientro deve essere gestito in modo unitario su tutto il territorio nazionale”. Quanto alla possibile riapertura di bar, ristoranti e parrucchieri il 18 maggio anziché l’1 giugno, “potremo concordare con le Regioni alcune anticipazioni”.
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