La crisi istituzionale in Polonia accende il dibattito politico anche in Italia. Roberto Vannacci interviene sulla vicenda e si schiera apertamente con il presidente polacco Karol Nawrocki, complimentandosi per la sua posizione nello scontro con il governo guidato dal premier Donald Tusk.
In un messaggio pubblicato sui social, Vannacci sostiene che Nawrocki abbia salvato la Polonia da quello che definisce un golpe orchestrato dal primo ministro Tusk. Un’accusa politicamente pesante, che si inserisce in una contrapposizione istituzionale sempre più aspra tra il presidente, espressione dell’area nazional-conservatrice, e il governo centrista e filo-europeo.
Al centro della controversia c’è il Tribunale costituzionale polacco. La sospensione del suo presidente, Bogdan Święczkowski, ha provocato una dura reazione dell’opposizione e dello stesso Nawrocki, che ha accusato il governo di aver violato l’ordine costituzionale. Il presidente è rientrato anticipatamente da una visita in Senegal e ha convocato consultazioni urgenti con i rappresentanti delle forze politiche.
Il governo di Tusk sostiene invece che le iniziative siano necessarie per ripristinare il funzionamento dell’istituzione giudiziaria e superare le conseguenze delle precedenti riforme del sistema giudiziario. La maggioranza contesta infatti la legittimità dell’attuale assetto del Tribunale, legato alle nomine effettuate durante i governi del partito conservatore Diritto e Giustizia (PiS).
Vannacci allarga poi la sua critica all’Unione europea, chiamando direttamente in causa Ursula von der Leyen e Bruxelles. «Bruxelles e Von der Leyen tacciono», scrive, accusando le istituzioni europee di non intervenire sulla vicenda.
Nel passaggio più polemico del suo intervento, il generale fa riferimento anche ai casi di Romania, Germania e Francia, ipotizzando che possano esserci conseguenze nei confronti di Nawrocki o dei suoi alleati politici: «Vedremo ora se, come in Romania, lo faranno arrestare; come in Germania, gli metteranno alle calcagna i servizi segreti o, come in Francia, gli metteranno un braccialetto elettronico alle caviglie».
La situazione polacca resta particolarmente delicata. Le accuse di golpe sono al centro dello scontro politico, ma non risulta accertato che sia stato effettivamente tentato un colpo di Stato. La contrapposizione tra Nawrocki e Tusk rappresenta una nuova fase di una crisi istituzionale che rischia di aggravare ulteriormente la polarizzazione politica del Paese.
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