L’AQUILA – Mercoledì 4 novembre, ricorrendo il decennale della morte di Corradino Palmerini, il Gruppo Alpini “Mario Rossi” di Paganica lo ricorderà con tre significativi eventi. Alle ore 17,30 una Messa nella chiesa degli Angeli Custodi, concelebrata da Don Dionisio Rodriguez, parroco di Paganica, Don Federico Palmerini e Don Francesco Corazzari, Cappellano del 9° Reggimento Alpini L’Aquila; alle 18,45 con la deposizione di una corona al Monumento ai Caduti, con la partecipazione dei bambini e ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Paganica; infine alle 19,00 presso la sede del Gruppo Alpini, in via del Salvatore 5/A, una serata di ricordi e testimonianze aperta dal saluto del capogruppo Raffaele Vivio, dal rappresentante della Sezione ANA di Vittorio Veneto – presente con una delegazione in virtù del gemellaggio del Gruppo Alpini di Tarzo con quello di Paganica –, dagli interventi degli alpini della Sezione Abruzzi e del Gruppo di Paganica, delle Associazioni paganichesi e di chiunque voglia portare un suo ricordo.
Corradino Palmerini era nato il 3 maggio 1952 a L’Aquila, nella frazione di Paganica. Dieci anni fa la notizia della sua morte (4 novembre 2016) si diffuse in un baleno, costernando la comunità paganichese e tutti coloro che gli erano amici o lo conoscevano. Persona di straordinaria sensibilità, è stato un punto di riferimento per la comunità di Paganica, nelle attività sociali e culturali. Dopo il servizio militare negli Alpini della Brigata Julia, prestato a Pontebba come esploratore nel Battaglione Gemona dell’8° Reggimento, nel 1973 era stato assunto dalla Cogefar, la società costruttrice dell’autostrada A24 Roma-L’Aquila-Teramo, a lavorare nel cantiere del traforo del Gran Sasso d’Italia.
Corradino Palmerini
Due anni dopo, vincitore di concorso, era entrato alle dipendenze dell’Enel, presto diventando responsabile di una Squadra lavori. Era andato in pensione qualche mese dopo il terremoto del 2009, un po’ in anticipo per occuparsi della costruzione della nuova casa in legno, in località Capovera, oasi naturalistica dove nasce il fiume Vera, essendo l’abitazione molto danneggiata dal sisma. Corradino era stimato ed amato per il suo carattere generoso ed estroverso, pronto alla solidarietà e all’impegno per la comunità. In campo sociale e culturale ha dato infatti il meglio di sé, con grande passione. È stato tra i fondatori del Coro della Portella, insieme ad Enzo Vivio che nel 1982 ne fu promotore ed artefice, come pure nel 1967 fu accanto al promotore e storico presidente Enrico Iovenitti nella fondazione del Paganica Rugby. Inoltre, sempre attivo nelle iniziative della Parrocchia, delle Confraternite, del Gruppo dei Donatori di sangue di Paganica. Ha poi dedicato molto del suo impegno al Gruppo Alpini “Mario Rossi” di Paganica, del quale è stato Capogruppo per quattro mandati, fino al 2010. Molto conosciuto tra le penne nere della Sezione Abruzzi dell’ANA, come in altre Sezioni fuori regione, alla sua intuizione ed iniziativa si devono i gemellaggi del Gruppo Alpini di Paganica realizzati con il Gruppo Alpini di Tarzo (Treviso) e successivamente con il Gruppo Alpini di Pinzolo (Trento).
Grande conoscitore dell’epopea delle truppe di montagna, Corradino è stato un appassionato studioso della storia degli Alpini, tanto da approntare, in preparazione dell’Adunata Nazionale del 2015 a L’Aquila, una breve Storia degli Alpini che andò ad illustrare a puntate su una Tv privata aquilana. Tanto ben fatta che, proposta alla stampa, ebbe buona accoglienza presso numerose testate giornalistiche, sia in Italia che all’estero. Colpiva la sua preparazione culturale, la sua conoscenza storica, l’amore per la letteratura italiana. Tanto dotato d’ironia quanto di profondità di pensiero e di grande curiosità culturale, Corradino ha lasciato una traccia profonda e ha consegnato alla comunità una delle più belle e significative testimonianze d’impegno sociale e civico.
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