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La Lega di Salvini occupa le Camere: troppi italiani delusi dal Governo Conte

Sono troppi gli italiani delusi dal Governo Conte. In tutta Italia monta la protesta. Protesta la Chiesa. Protesta il mondo del calcio. Protestano le Partite Iva. Sale lo scontro tra Governo e Regioni. Le Regioni di centrodestra insorgono e si rivolgono anche al presidente Mattarella. Intanto la Lega di Salvini occupa l’aula sia alla Camera che al Senato.

Matteo Salvini lancia l’offensiva della Lega contro le misure di contenimento decise dal Governo. Il parlamentari della Lega “saranno a oltranza in Parlamento, giorno e notte, fino a che non si daranno risposte certe” afferma il leader del Carroccio in tv. Il Capitano posta la sua foto durante il presidio a Palazzo Madama. “Resteremo qui finché Conte non ci darà risposte per tutti i cittadini”. Un identico blitz avviene anche alla Camera da parte dei deputati di Fratelli d’Italia.

Lo scontro Stato – Regioni

“Propongo un metodo: ordinanze regionali coerenti con il Dpcm”, ha detto Boccia in videoconferenza ai governatori. “Se ci sono ordinanze non coerenti invio una diffida, una lettera con la scheda indicando le parti incoerenti e la richiesta di rimuoverle (solo in caso di allentamento delle misure). Se non avviene sarò costretto a ricorrere all’impugnativa al Tar o alla Consulta”. Lo scontro è ad alto livello anche con un possibile ricorso alla Corte costituzionale.

Tuttavia Boccia introduce un’apertura. “In base al monitoraggio delle prossime settimane ci potranno essere dal 18 maggio scelte differenziate” tra le Regioni sulle riaperture di attività: il principio è “contagi giù uguale più aperture e viceversa”, aggiunge.

Le Regioni però non ci stanno. I governatori del centrodestra chiedono più autonomia per la fase due. E scrivono a Giuseppe Conte e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “La fase 2 è una fase nuova, che si giustifica per una progressiva diminuzione dell’emergenza. È essenziale che si ritorni progressivamente a un più pieno rispetto dell’assetto costituzionale e del riparto di competenze tra lo Stato e le Regioni, sempre in applicazione dei principi di sussidiarietà e leale collaborazione. È necessario giungere ad una normalizzazione dell’emergenza, che consenta un ritorno agli equilibri democratici previsti dalla Costituzione”.

Redazione

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