Matteo Renzi prova a prendersi Forza Italia, operazione in atto
Matteo Renzi sta costruendo il suo spazio politico pescando in entrambi gli schieramenti. Dopo aver portato via Parlamentari al Pd, ora guarda deciso a Forza Italia. “Porte aperte a chi vorrà venire a questo progetto non da ospite ma da dirigente, vale per Mara Carfagna e altri dirigenti del suo partito. Ma noi non tiriamo la giacchetta, Italia Viva è un approdo naturale per tutti, è questione di tempo” afferma l’ex premier. Mara Carfagna è attratta dal leader fiorentino. “Se Renzi dichiarasse di non volere sostenere più questo governo di sinistra, ma di avere altre ambizioni, Forza Italia Viva potrebbe essere una suggestione”. “Molte persone dopo 25 anni non si sentono a proprio agio in Forza Italia, oggi si sentono a casa d’altri”. La replica di Silvio Berlusconi non si fa attendere. “Chi sceglie di andare con Renzi non ragiona, perché va nella metà campo sbagliata e in una coalizione perdente…Ma soprattutto tradisce i nostri elettori e valori”. Silvio Berlusconi avvisa quindi gli azzurri. Dire addio a FI sarebbe una follia, perché significherebbe andare con lo schieramento destinato a perdere le prossime elezioni politiche. I sondaggi in mano al leader azzurro, infatti, darebbero Italia Viva tra il 3,5 e il 4%, con un picco massimo del 5%. Berlusconi avrebbe richiamato i suoi all’unità, dal momento che “qualunque alternativa a Forza Italia” non ha prospettiva politica. Anzi è il momento di restare compatti per prepararsi a elezioni politiche imminenti, dal momento che il governo giallorosso sembra già al capolinea. Si è discusso, raccontano, di un calendario di manifestazioni e dibattiti che saranno organizzati sul territorio nel corso dell’inverno in vista delle regionali in Emilia Romagna. Ma anche della raccolta firme lanciata qualche settimana fa per chiedere di inserire in Costituzione un tetto massimo alle tasse che lo Stato può chiedere ai contribuenti. Il Cavaliere starebbe lavorando all’Altra Italia. Un nuovo movimento che possa coinvolgere la società civile e i moderati e recuperare i voti di chi ha deciso non andare più a votare, pur restando un liberale. Il dossier sarebbe stato affidato al sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro.
