Gli umbri incoronano Matteo Salvini: Lega ad un passo dal 40%

Tanti indizi fanno una prova. Matteo Salvini è l’unico leader italiano in grado di guidare il Paese. La sua Lega piace, convince, gode del consenso popolare. Il voto umbro conferma il Capitano come guida del centrodestra e candidato naturale per diventare il prossimo premier. L’Umbria manda un avviso di sfratto al “governo abusivo” così come viene definito dall’ex vice premier. “Felice. Ad occhio abbiamo fatto un’impresa storica. Sono felice, stiamo scrivendo una pagina di storia” ha commentato Salvini. Stravince Donatella Tesei, candidata del centrodestra. Ottiene il 57,5%. Per le Regionali in Umbria non c’è stata partita. Vincenzo Bianconi, sostenuto dal centrosinistra e grillini si ferma al 35,8%. La quarta proiezione Swg dà la Lega al 37,3%, Fratelli d’Italia al 10,4%, doppiando Forza Italia ferma al 5,3%, per un totale del centrodestra al 59,3%. Sul fronte opposto, il Pd risale di poco al 20,5%, mentre M5s resta fermo all’8,4%. “Voglio ringraziare gli umbri che hanno dato prova di maturità e coraggio. Girare ogni luogo della regione mi hanno dato la forza. Ho visto la voglia, la necessità di cambiamento, mi rendo conto che amministrare questa regione non sarà facile. Bisognerà lavorare da subito con interventi per ridare un futuro tolto agli umbri”. Sono state le prime parole di Tesei. Il candidato del centro sinistra Vincenzo Bianconi ha telefonato alla senatrice Tesei “per congratularsi” per la vittoria. In corsa c’erano anche altri 6 aspiranti governatori: Claudio Ricci (Italia civica), che secondo gli exit poll di Consorzio Opinio è tra l’1,5 e il 4,5. Rossano Rubicondi (Partito comunista), Giuseppe Cirillo (Partito delle buone maniere), Emiliano Camuzzi (Potere al popolo e Pci), Martina Carletti (Riconquistare l’Italia), Antonio Pappalardo (Gilet arancioni). Ed è la prima volta che una giunta regionale umbra non sarà guidata dal centrosinistra. Quindi da 50 anni a questa parte, anche se alle ultime europee la Lega aveva il 38% e giunte a trazione leghista controllano già il 62% del territorio.

Grillini a pezzi: governo a rischio

“Il patto civico per l’Umbria lo abbiamo sempre considerato un laboratorio, ma l’esperimento non ha funzionato. Il Movimento nella sua storia non aveva mai provato una strada simile. E questa esperienza testimonia che potremo davvero rappresentare la terza via solo guardando oltre i due poli contrapposti”. Lo scrive, in un post su Facebook, il M5S commentando il voto in Umbria. “È una sconfitta evidente, che non avrà conseguenze sul governo, ma impone una riflessione ben più approfondita sulle alleanze”. Così Andrea Marcucci, capogruppo Pd al Senato. “Il matrimonio tra Pd e M5S in Umbria mette in evidenza tutti i limiti di alleanze costruite all’ultimo minuto e senza contenuti. Mi auguro che in vista delle prossime regionali, il Pd discuta meglio con i territori se sia o meno il caso di presentarsi in coalizione. Meglio misurare il rapporto col M5s al governo e solo dopo decidere cosa fare”. “La sconfitta alla Regione Umbria dell’alleanza intorno a Vincenzo Bianconi è netta e conferma una tendenza negativa del centrosinistra consolidata in questi anni in molti grandi Comuni umbri che non si è riusciti a ribaltare. Il risultato intorno a Bianconi conferma, malgrado scissioni e disimpegni, il consenso delle forze che hanno dato vita all’alleanza” ha aggiunto il segretario Pd Nicola Zingaretti.