Milano. Disagio psichico: contributi per progetti di inclusione

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Disagio psichico. Palazzo Marino stanzia duecentomila euro di contributi a favore di associazioni, enti e istituzioni per progetti di inclusione sociale delle persone che ne soffrono. L’Amministrazione ha approvato le linee guida per l’avviso pubblico giunto alla sua quarta edizione e rivolto al Terzo settore. I progetti da valutare per l’assegnazione del dovranno essere realizzati nel corso dell’anno e riguardare quattro aree prioritarie di intervento declinate dal Patto cittadino per la Salute mentale: area Abitare: si tratta di progetti di inserimento abitativo e di sostegno all’inserimento sociale, territoriale e all’autonomia delle persone, con housing sociale e iniziative rivolte alle persone senza fissa dimora. Previsto uno stanziamento complessivo fino a un massimo di 80mila euro. area Lavoro: progetti di sostegno alle politiche e alle azioni per la formazione professionale e l’inserimento lavorativo, anche in collaborazione con partner competenti e strategici, e supporto alle esperienze che consolidano le professionalità degli utenti in ambiti specifici. In questo caso, la disponibilità complessiva può arrivare fino a 70mila euro. area Carcere/Rems/Nuove emergenze: si tratta di implementare una rete di soggetti idonei ad aiutare persone con patologie psichiatriche autrici di reati, dimesse dal carcere o dalle Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza), favorendo quindi percorsi per l’inclusione e il reinserimento sociale, oltre a promuovere la cultura del recupero e dell’accoglienza. area Prevenzione/Lotta allo stigma: ovvero interventi per l’età giovanile, soprattutto in ambito scolastico, di prevenzione, di sensibilizzazione e di lotta allo stigma sociale, un rischio che il disagio psichico porta sempre con sé. Negli ultimi due casi, il finanziamento dell’Amministrazione può arrivare fino a 25mila euro. Le associazioni, gli enti e le istituzioni che intendono partecipare all’avviso pubblico possono farlo anche in partenariato tra loro, e devono già svolgere attività nel contesto cittadino a favore delle persone con disabilità psichica da non meno di 2 anni. “Un contributo – chiosa l’assessore alle Politiche sociali e Abitative Gabriele Rabaiotti – orientato a finalizzare progetti pilota e sperimentazioni in un ambito di intervento che, data la delicatezza e la difficoltà di trovare risposte giuste ed efficaci, ha bisogno di un sostegno all’innovazione. Tra le quattro aree tematiche che i progetti dovranno intercettare, quella relativa all’Abitare sottolinea come l’impegno – quello dell’Amministrazione nella promozione e quello del Terzo settore nella realizzazione – debba orientarsi alla costruzione di luoghi che favoriscano l’autonomia delle persone e l’attivazione di reti sociali informali. L’autonomia di chi è affetto da disabilità psichica è fortemente connessa alla forza del contesto, alla presenza di persone amiche e di reti di supporto vicine e attente”.