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Le 5 cose che non sapete sui tarocchi: eccole

La cartomanzia in Italia e nel Mondo è sempre più diffusa. Una lettura delle carte dei tarocchi è pratica comune anche online. C’è tanto interesse intorno a questo mondo e in molti sono appassionati al punto da andare ad approfondire tutti gli aspetti di questa tematica. Andiamo a vedere 5 cose che non sapete sui tarocchi. Innanzitutto il gioco dei tarocchi è italiano. Nasce a Bologna, così come la loro pratica divinatoria. Il mazzo è da 78 carte (in principio erano 14 e avevano come nome Trionfi). Il fascino dei tarocchi ha conquistato l’Europa intera e attrae l’interesse delle menti di filosofi e analisti. Ecco 5 curiosità che potreste non conoscere sul gioco dei tarocchi.

I tarocchi e la religione cattolica: c’è un legame

E’ idea comune che tarocchi e religione cattolica siano in aperto contrasto. Non è così. Diverse immagini riprodotte sulle carte sono chiari rimandi alla Chiesa, come il Papa e la papessa (simboli della fede), l’eremita che insegna a non tradire Dio e il bagatto, figura centrale dei tarocchi rimasta a lungo controversa, ma che un’esegesi documentale indica come colui che crede in Dio, ma non ritiene di dover seguire tutti i comandamenti e per questo viene condannato dalla Chiesa. Anche nell’impiego delle carte per la divinazione, la liturgia cristiana con i suoi eventi scandisce i tempi di preparazione delle carte stesse. Basti pensare che dall’8 dicembre al 6 gennaio si sospende la divinazione. In questi periodi chi muove le energie deve fermarsi e caricarsi di positività.

Pratica divinatoria dei tarocchi nata a Bologna

La prima traccia dell’uso dei tarocchi a scopi divinatori sarebbe contenuta in un carteggio massonico anonimo trovato a Bologna in cui si fa riferimento a 35 carte con valore esoterico e cartomantico. A ciascuna carta era associato un simbolo. Un altro scritto del 1730 narra la storia di Grimpetto, esperto nell’arte divinatoria. Da qui il gioco delle carte si sarebbe diffuso in tutta Europa.

I consigli delle carte non sono obblighi

I massimi studiosi dei tarocchi spiegano che ci sono due modi di interpretazione del simbolo. C’è quello aristotelico, il parlar figurato, l’analisi del simbolo mediante la metafora che si approfondisce poi mediante una spiegazione razionalistica. Invece nell’esegesi neoplatonica il messaggio divino giunge come un’emozione immediata che pervade il cartomante. Le carte fondamentali nei tarocchi sono quelle di potere, gli arcani maggiori: il sole, le stelle, gli astri, l’appeso, la morte che rappresentano l’ineluttabile dell’esistenza dell’uomo. Ci sono poi le figure più basse (l’uomo o la donna che ti ama o ti tradisce, l’incaglio). Il simbolo può essere positivo o negativo e si gioca su una serie di combinazioni. I consigli delle carte non sono mai obblighi.

Carte tassate come gioco d’azzardo

Le tasse sono sempre esistite sul gioco d’azzardo ma anche sui tarocchi. Infatti nel 1588 a Bologna si giocava dappertutto, perfino sulle scale del palazzo del Comune. Lo riportano le cronache dell’epoca. Allora fu imposta una tassa per porre un freno a quel che era diventato un gioco d’azzardo dilagante.

Tarocchi rappresentazioni più alte dell’inconscio

Facendo riferimento all’approccio psicologico, gli arcani maggiori rappresentati dai tarocchi sono immagini simboliche. Esse narrano il percorso esistenziale di ogni uomo, i nodi esistenziali che marcano la formazione dell’identità. All’inizio della vita il gioco è fondamentale, ecco allora l’immagine del saltimbanco. La papessa, il principio femminile, nello sviluppo dell’identità rappresenta il primo incontro con il ventre materno. La carta degli amanti viene inteso in questo approccio come nodo esistenziale centrale, perché punto di incrocio tra due situazioni diverse.

Redazione

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