Milano. Il senso della competizione nelle attività sportive ed educative

Le gare e la competizione. Il rispetto dell’avversario e il desiderio di raggiungere la migliore prestazione. Lo sport e le sue dinamiche, tra rivalità e lealtà, sono al centro del convegno che la Uil Pa ha voluto organizzare a palazzo Pirelli, dal titolo: ‘Il senso della competizione nelle attività sportive ed educative’. Al convegno, moderato da Giacomo Ferrari, già ordinario di Linguistica e preside della Facoltà di Lettere all’Università del Piemonte Orientale, oltre all’assessore Cambiaghi hanno partecipato anche Eloisa Dacquino, segretaria generale Uilpa Milano e Lombardia; Giuseppe Piazza, maestro di judo 7° dan, CTN ACSI; Ida Castiglion, sociologa dei processi culturali Università degli Studi di Milano Bicocca; Nicoletta Ferri, studiosa di pedagogia del corpo Università Milano Bicocca; Riccardo Caldarelli, maestro di judo 7° dan, CTN Fijikam; Adele Nardulli, Owner & Ceo di Landoor srl; Claudio Regoli, scrittore, responsabile italiano Katori Shinto ryu di Kawasaki; Lorenzo Natali, criminologo e assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale Università di Milano-Bicocca.

“Esiste una tensione positiva nelle competizioni sportive – ha spiegato Martina Cambiaghi, assessore a Sport e Giovani di Regione Lombardia – in cui la competitività svolge un ruolo cruciale, ma dove è necessario tenere come valore di riferimento anche la lealtà. Competizione e lealtà, quindi, due valori che in alcuni momenti possono anche scontrarsi. Obiettivo di oggi credo sia capire come tenerli in equilibrio facendoli convivere”.

“Ogni sportivo – ha aggiunto l’assessore – tende a mettersi in competizione ed a paragonarsi agli altri colleghi. Ed è così che molte volte, non si accetta che ci sia qualcuno di più bravo. La competizione comunque è di per sé sana se interpretata allo scopo di migliorare le proprie prestazioni ed i propri livelli agonistici”.

“Certamente quello di diventare i migliori – ha continuato – non dovrebbe essere l’obiettivo principale di uno sport. I sani valori, il rispetto delle regole, imparare i corretti stili di vita senza dimenticare il divertimento è ciò che deve rappresentare ogni attività sportiva. La competizione, spesso, può diventare nemica dello sport sano, perché rappresenta un modo egoistico per dimostrare di essere più bravi degli altri. Di conseguenza lo stress e la pressione non lasciano spazio al gioco e al divertimento che sono i veri e sani principi di un qualsiasi sport”.

“Capisco che a volte sia difficile – ha concluso l’assessore regionale Martina Cambiaghi – ma bisogna riconoscere la superiorità del proprio avversario e stringergli la mano: questa deve essere per tutti una vera e propria regola morale. Capita di non accettare la sconfitta e, a volte, si cade nella tentazione di cercare di evitarla, usando mezzi non propriamente leciti. Occorre essere in grado di equilibrare questi due aspetti, lealtà e competizione, senza che quest’ultima contagi in alcun modo la prima”.

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