Monica Guerritore e Francesca Reggiani mattatrici al Teatro ABC di Catania

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  Un girotondo sentimentale, tra coppie solo apparentemente affiatate e altre in profonda crisi. Con un ‘cupido’, bendato e sbadato, che si diverte a scagliare le sue frecce. Tratto dall’omonimo film di Woody Allen, “Mariti e mogli” sbarca al Teatro ABC di Catania. L’adattamento e la regia sono di Monica Guerritore, protagonista assieme a Francesca Reggiani. Lo spettacolo sarà in scena da stasera a domenica 25 marzo per la stagione di prosa “Turi Ferro”, organizzata da ABC Produzioni. “Il progetto – spiega Monica Guerritore è nato da un’idea di Francesca Reggiani. Si era innamorata del film e mi ha proposto di adattarlo per il teatro, puntando su una comicità centrata sulle tematiche coniugali ma trattata con grande ironia e intelligenza”. Rispetto al celebre film di Allen, uno tra i più amati della sua sconfinata produzione, qui accade tutto in una notte tempestosa e piena di pioggia. In un posto che, con il passare delle ore, diventa sala da ballo, sala d’attesa e anche ristorante. Ma, soprattutto, un ‘luogo della mente’ in cui gli otto protagonisti si ritrovano, come nelle parole del regista americano, “intrappolati nell’insoddisfazione cronica di una banale vita borghese”. “Abbiamo scelto un luogo unico – aggiunge la Guerritoreun “non-luogo” che però risultasse realistico. Il contesto è quindi una sala da ballo dove una volta alla settimana, dopo il lavoro, si incontra un gruppo di persone di un certo livello. Sono poi intervenuta sulla ‘contrazione del tempo’: in una sola notte queste persone riflettono sulla presenza o sull’assenza dell’amore, dialogando con il pubblico per svelare quello che sta accadendo nel loro mondo interiore”. In scena, accanto a Monica Guerritore e Francesca Reggiani, ci sono Ferdinando Maddaloni e Cristian Giammarini, assieme a Enzo Curcurù, Lucilla Mininno, Malvina Ruggiano e Angelo Zampieri. “Nella simultaneità delle relazioni e degli intrecci clandestini – si legge nelle note dello spettacolo – nelle rotture e nelle improvvise riconciliazioni, nei vagheggiamenti, a volte comici, a volte paradossali, si colgono le piccole altezze degli esseri umani, così familiari a Bergman e a Strindberg. E nel loro improvviso perdersi in danze all’unisono (su musiche da Louis Armstrong a Etta James), là sul fondo, appare Čechov e il tempo che intanto scivola via.
 Le dinamiche coniugali tra mariti e mogli, la danza, il vino e la notte sganciano il corpo e liberano le energie. Il resto è l’eterno racconto dell’amore”. Nonostante siano trascorsi più di venticinque anni dall’uscita del film (1992), le tematiche affrontate sono ancora estremamente attuali. “L’attrazione, il voler essere diversi da quel che si è, il vagheggiare una vita diversa, la tendenza a svilire parti del proprio vissuto. Ma non c’è giudizio – conclude Monica Guerritoreè un manifesto della nostra essenza”. Così, la trama e le sofferenze create dall’autore (tutta la commedia è un romanzo che uno dei protagonisti, alla fine, rivelerà di avere scritto) diventano l’unica verità dei personaggi, costretti a vivere e a far prevalere la loro storia. Le scene di “Mariti e mogli” sono di Giovanni Licheri e Alida Cappellini, i costumi di Valter Azzini, le luci di Paolo Meglio. Per informazioni e biglietti, infoline 095.538188.