Bufera su Li Yonghong: il Milan rischia davvero?

Proprio mentre il Milan di Gattuso sul campo sta facendo davvero bene, la tifoseria rossonera vive ore di incertezza. Al centro della bufera c’è Li Yonghong, che possiede il 99,93% del club.

Lo scorso anno ad aprile il cinese si è aggiudicato il blasonato club di Milano, anche grazie al fondo speculativo Elliott. Fininvest ha ottenuto in soldoni 520 milioni. La valutazione del Milan, inclusi i debiti, è salita a 740 milioni. Detratti i 180 milioni prestati da Elliott, Li Yonghong ha assicurato al venditore 340 milioni, per mezzo di triangolazioni di denaro.

L’inchiesta del Corriere della Sera

Gabanelli e Gerevini hanno affrontato il caso Milan. La Shenzhen Jie Ande, holding di Li, è stata dichiarata insolvente ancora prima di avere acquisito il Milan. A maggio 2016 la Jiangsu Bank ha fatto causa alla holding per il mancato rimborso di un prestito. Li aveva dato in pegno, a garanzia del finanziamento, la sua quota del 11,39% detenuta nella Zhuhai Zhongfu (società di packaging quotata alla Borsa di Shenzhen). Nel febbraio 2017 il tribunale del popolo di Futian ha ordinato la vendita all’asta di quella partecipazione così da rimborsare la banca.

Dopo l’acquisto del Milan, un altro istituto di credito, ha chiesto conto al patron rossonero. Lo scorso mese la Banca di Canton ha chiesto la liquidazione per bancarotta della Jie Ande. L’asta dell’11,39% della Zhuhai Zhongfu su Taobao, che era fissata al 2 febbraio, è stata rinviata.

A dicembre l’Uefa aveva bocciato la richiesta del Milan di aderire al voluntary agreement ai fini del fair play, perché “a oggi ci sono ancora delle incertezze per quanto riguarda il rifinanziamento del debito che deve essere rimborsato a ottobre 2018 e le garanzie finanziarie fornite dall’azionista di maggioranza”. La ristrutturazione del debito con Elliott (scade a ottobre) prevede il pagamento di oltre 370 milioni, interessi inclusi. Per la parte bassa del finanziamento (relativa al Milan) non ci sono problemi grazie ai flussi di cassa dei diritti tv e delle sponsorizzazioni. I problemi sarebbero relativi ai 180 milioni prestati da Elliott alla Rossoneri Lux, la società mediante cui Li controlla il club.

Elliot pronta a prendersi il Milan

Le insolvenze potrebbero scoraggiare potenziali finanziatori. Gli amministratori del club, con la consulenza di Merrill Lynch, starebbero ipotizzando un rifinanziamento da 300 milioni, a carico del Milan. Sarebbero al lavoro per un socio di minoranza per garantire 70-80 milioni necessari per arrivare alla quadra e rimborsare tutto il prestito di Elliott, anche la quota di Li. Ciò però appesantirebbe le casse del Milan. Elliott al massimo prenderà possesso della squadra. Lo step successivo sarà rivenderlo per generare plusvalenza.

Uefa e Figc attendono. Tra marzo e aprile il Milan dovrà esibire nuove carte a Nyon per il settlement agreement. L’Uefa resta preoccupata. Il 26 è in programma un cda per l’arrivo dell’ultima tranche (11 milioni) dell’aumento di capitale da 60 deliberato ad aprile. La società fa sapere che Li ha sempre onorato i suoi impegni. Il Milan spende sino a 10 milioni al mese e necessita del costante supporto della proprietà. Poi si sommano le scadenze dei controlli: oltre all’Uefa, quelli della Covisoc per l’iscrizione al prossimo campionato. L’indice di liquidità della Figc è difficile per tutti incluso il Milan. In caso di difficoltà deve essere l’azionista ad intervenire con il capitale. I controlli federali riguarderanno il periodo intermedio 1 luglio-31 marzo, con bilancio da certificare.

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