Dall’11 al 28 gennaio torna sul palcoscenico dell’Ambra Jovinelli l’attore Pierfrancesco Favino che interpreta, diretto da Lorenzo Gioielli, La notte poco prima delle foreste di Bernard-Marie Koltès. Il testo è un capolavoro sulla solitudine e sull’oppressione del potere.
Essere stranieri. Abbordare un nuovo e giovane amico sotto la pioggia. Avere in cuore una ragazza notturna, un ectoplasma da lungofiume. Odiare gli specchi. Amare le puttane matte. Distinguere il “nervosismo” dei macrò usciti dritti dritti dalle gonne di mamma. Farsi un’idea di qualcuno solo se te lo scopi. E però poi filarsela, senza discorsi. Denunciare la divisione in zone di lavoro settimanale, in zone per le moto, o per rimorchiare, o per le donne, o per gli uomini, o per i froci, e avvilirsi per zone della tristezza, della chiacchiera, dei venerdì sera.
L’intelaiatura di quest’opera è un paradigma straordinario, un testo fluentissimo e irto nella sua prosa vertiginosa, aliena da punteggiatura ferma, tutta pervasa di anacoluti e biasimi come un romanzo-pamphlet di Céline. I temi assoluti di questo autore prematuramente scomparso a quarant’anni affiorano in una comunicazione per voce solista, un poema teatralissimo che sconta i problemi dell’identità, della moralità, dell’isolamento, dell’amore non facile.
È stato ufficialmente riconosciuto dal Congresso americano nel 1961 come simbolo degli Stati Uniti, ma…
Con I tuoi denti (Fiori di Loto Edizioni, Svizzera 2026) Mario Di Nicola consegna ai…
Il Pontefice ha chiesto al presidente russo di consentire l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari…
Due opere, 430 pagine complessive e un ricco repertorio fotografico a colori per raccontare il…
La convenzione sanitaria integrativa destinata al personale militare è scaduta il 30 settembre 2026. Dal…
Il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia, Prof. Massimiliano Marianelli, è intervenuto ieri 15…