Lo schema siciliano si ripete. Matteo Renzi ha regalato a Silvio Berlusconi l’arma giusta per tornare a vincere prima in Sicilia e nel 2018 conquistare Palazzo Chigi. L’ex sindaco di Firenze voleva prendersi la Sinistra, invece ha annientato il Partito democratico. Era dell’idea di potere mettere all’angolo la Ditta, che invece è uscita fuori e si è riorganizzata. Il partito renziano vale il 20% dei voti poco più. Il centrodestra viaggia a vele spiegate verso il 40% (Berlusconi, Salvini, Meloni) e in mezzo c’è il M5S che punta al 30%. Il restante 10% va alla Sinistra radicale e agli altri partiti.
“Con la nascita della nuova forza che fa capo a Pietro Grasso, il centrosinistra si è spaccato in due ed è chiaro che da oggi l’unica forza che può ambire a guidare il governo è il Movimento 5 Stelle“. A rivendicarlo Luigi Di Maio. Del resto a dargli ragione è Silvio Berlusconi che guarda ai grillini come unico avversario.
Il candidato premier dei grillini afferma che è “chiaro che ognuno farà il suo percorso, ma è altrettanto evidente che noi siamo l’unica forza politica che può superare il centrodestra“. Matteo Renzi ha fatto autogol lasciando lo scudetto (Palazzo Chigi) al vecchio cannoniere Silvio Berlusconi.
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