Milano apre il “Cantiere Cittadinanza digitale”

Entra nel vivo il tavolo di lavoro collaborativo promosso da Forum PA e Comune di Milano, insieme a Poste Italiane, Fastweb, Sielte, DXC Technology.

Al primo incontro hanno partecipato dirigenti dei settori Ict, Agenda digitale e innovazione e i responsabili dei progetti e-gov di 14 Comuni (oltre a Milano, Alessandria, Bergamo, Bologna, Brescia, Cesena, Cremona, Genova, Lodi, Mantova, Monza, Pavia, Reggio Emilia, Verona), 4 Regioni (Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Toscana, Veneto), Città metropolitana di Milano, Provincia di Brescia. Inoltre, i rappresentanti di importanti enti e aziende: INPS, Poste Italiane, Fastweb, Politecnico di Milano, CSI Piemonte, Invitalia, Sielte, DXC Technology, Venis Spa – Venezia Informatica e Sistemi, A.N.U.S.C.A. (Associazione Nazionale Ufficiali di Stato Civile e d’Anagrafe).

Il Cantiere Cittadinanza digitale

Nell’era della multicanalità, dei social network e del “mobile first”, essere cittadini digitali non è ancora un fatto scontato né un diritto acquisito. Nel 2015 il 93,5% delle amministrazioni locali usava il proprio sito web istituzionale solo per fornire informazioni agli utenti, l’85% consentiva di scaricare la modulistica, poco più della metà (il 58,3%) di inoltrarla online, e solo il 33,8% di avviare e concludere per via telematica l’intero iter relativo al servizio richiesto. Solo il 19,3% delle amministrazioni locali utilizzava applicazioni mobile nel rapporto con l’utenza, mentre il 31% circa aveva introdotto strumenti web 2.0.

Un ritardo necessario da colmare per raggiungere in modo più diretto ed efficace il cittadino digitale. A questo scopo, nel corso del 2017, l’analisi del “Cantiere Cittadinanza digitale” si concentrerà su alcuni focus tematici: “Come raggiungere il cittadino digitale. L’accesso ai servizi digitali della PA nell’era della multicanalità, dei social network e del “mobile first”; “Quale modello di interoperabilità per supportare al meglio l’attuazione del “once only principle” (il principio secondo cui le pubbliche amministrazioni dovrebbero evitare di chiedere ai cittadini e alle imprese informazioni già fornite) e abilitare un nuovo mercato di servizi digitali e “Come garantire la standardizzazione dei servizi di enti locali omologhi sullo stesso filone amministrativo”.

Redazione

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