Una spirale negativa si è innescata per la Samsung Electronics. Il colosso asiatico ha dovuto rivedere nuovamente le stime degli utili a seguito del blocco delle vendite del Galaxy Note 7. Il costruttore sudcoreano ha previsto profitti operativi in calo per la cifra di 3.1 miliardi di dollari nei prossimi 2 trimestri. E potrebbero essere solo stime “ottimistiche”.
Il colosso sudcoreano è stato già costretto a modificare al ribasso gli utili operativi del terzo trimestre per 2.600 miliardi di won pari a 2.3 miliardi di dollari per effetto dei costi diretti dovuti all’interruzione delle vendite del Galaxy Note 7 e anche per via della concorrenza sempre più agguerrita di brand emergenti come Huawei.
Sfogliando in rete la categoria blog tecnologia ci si rende conto, leggendo i magazine di settore, anche senza essere esperti o appassionati di high tech, come sul mercato si stanno proponendo sempre maggiori attori, aziende che offrono tecnologia sempre più avanzata e a costi decisamente contenuti.
La concorrenza è salutare per il mercato tecnologico in quanto stimola i costruttori ad investire e migliorarsi e finisce per avvantaggiare i consumatori finali che hanno prodotti sempre più avanzati a costi contenuti oltre ad avere una vasta gamma di scelta.
Tornando alla Samsung e ai suoi problemi con il Galaxy Note 7, il colosso sta inviando ai suoi clienti un vero e proprio kit per la restituzione del Galaxy Note 7, lo smartphone di cui è stata sospesa la produzione a seguito dei casi in cui si sono surriscaldati fino ad andare a fuoco.
Il kit è stato fornito ai clienti degli USA che hanno acquistato i dispositivi via web. Si compone di 3 scatole da inserire una dentro l’altra, resistente ad eventuali esplosioni o incendi. Il tutto è corredato da un paio di guanti.
Le scatole sono state realizzate in conformità con le regole statunitensi in materia di sicurezza dei dispositivi alimentati da batterie al litio. In queste ultime ore è cresciuto il numero di casi in cui si sono verificati problemi alla batteria del Galaxy Note 7, tanto da indurre Samsung a sospenderne, in via del tutto precauzionale e temporanea, la produzione.
La scelta è stata assai dolorosa. Samsung è stata investita da una pesante crisi. Guai su guai. I malfunzionamenti non sono finiti dopo i primi richiami. I problemi si sono presentati allo stesso modo con i nuovi Galaxy Note 7, dati in sostituzione di quelli che presentavano anomalie.
Samsung sta sostenendo i costi della restituzione di oltre 1.5 milioni di Galaxy Note 7, tra quelli originali e quelli dati in sostituzione. La maggioranza dei dispositivi era stata venduta negli Stati Uniti e nella Corea del Sud.
Al di là del danno immediato delle perdite in termini di vendite e sostituzioni, i danni futuri in termini di reputazione del brand. Rimane al momento da stabilire da dove sia partito il problema e quindi fare in modo che non si ripresenti in futuro.
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