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Pisa, 40 profughi aiuteranno a rimuovere le scritte sui muri

L’ex convento di San Domenico in via della Faggiola, nel cuore del quartiere di Santa Maria, ospita già dal mese di novembre, 40 giovani migranti arrivati da diversi paesi africani. La Casa di San Domenico, di proprietà dei frati di domenicani, è stato ristrutturata per opera di Croce Rossa e cooperativa Agape, che lo hanno così potuto restituire ed aprire di nuovo alla città. Attualmente la struttura è stata adibita ad ospitare i profughi, tutti ragazzi molto giovani, intorno ai 20 anni, che, grazie alle iniziative messe in piedi da Croce Rossa, cooperativa Agape e commercianti e residenti del quartiere, si sono perfettamente integrati. «I ragazzi – ci spiegano Claudio Cerrai, presidente della Croce Rossa e Antonella Petrinelli della cooperativa Agape – sono impegnati in diverse attività: si occupano della pulizia e manutenzione della stessa struttura che li ospita. In particolare il giardino interno, che è bellissimo, ma era rimasto abbandonato per diverso tempo, è stato completamente ripulito e riportato al suo splendore. Dentro il giardino i ragazzi coltivano anche un orto. Alcuni di loro hanno seguito il corso per operatori della Croce Rossa e sono diventati volontari che già operano nei nostri servizi. Altri sono stati impiegati per opere di pulizia e di manutenzione di giardini pubblici in centro, come quello davanti alla Prefettura, o nella pulizia di alcuni sottopassi, come quello di Porta a Mare. Grazie alla disponibilità di alcuni commercianti del quartiere, qualcuno di loro ha imparato a fare la pizza e molti di loro hanno già imparato bene l’italiano ». «Il prossimo progetto a cui stiamo lavorando con le istituzione – prosegue Cerrai – è il loro impiego per la rimozione delle scritte sui muri dei palazzi del centro storico. Vogliamo mettere in piedi un vero e proprio servizio, che partirà dagli edifici pubblici, ma poi si renderà disponibile in maniera gratuita ai privati che vogliono rimuovere le scritte dalla faccciate dei palazzi. I ragazzi sono molto contenti di potersi rendere utili, di imparare professionalità nuove e di essere impiegati in attività lavorative».

Redazione

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