Calabria

Incidente sulla Jonio-Tirreno, famiglia distrutta: morti Vincenzo Loccisano e le figlie Maria Sophie e Grace Fatima

Una tragedia che ha sconvolto una comunità intera e che lascia dietro di sé un dolore difficilmente descrivibile. È quello che è accaduto nella mattinata di oggi, lungo la strada statale 682 Jonio-Tirreno, nel territorio di Rosarno, dove un violentissimo incidente stradale ha spezzato la vita di tre componenti di una stessa famiglia. A perdere la vita sono stati Vincenzo Loccisano, 53 anni, e le sue due figlie, Maria Sophie, 13 anni, e Grace Fatima, 8 anni.

Nell’automobile viaggiava anche la madre delle due bambine, Morena Femia, rimasta gravemente ferita nello schianto e trasportata in codice rosso all’ospedale di Polistena. La donna è l’unica sopravvissuta tra le quattro persone che si trovavano a bordo dell’auto e le sue condizioni vengono descritte come estremamente gravi.

La notizia ha immediatamente raggiunto Gioiosa Ionica, dove la famiglia Loccisano viveva e dove il dolore si è rapidamente diffuso tra amici, conoscenti, istituzioni e cittadini. Una famiglia conosciuta e molto unita, residente nella contrada Prisdarello, è stata improvvisamente travolta da una tragedia avvenuta durante un viaggio che si è trasformato in pochi istanti in un dramma senza possibilità di ritorno.

Lo schianto sulla Jonio-Tirreno

L’incidente si è verificato sulla strada statale 682 Jonio-Tirreno, in direzione di Rosarno, nella zona dello svincolo di Melicucco. Secondo le prime informazioni disponibili, l’automobile sulla quale viaggiava la famiglia è entrata in collisione frontale con un mezzo pesante.

L’impatto è stato devastante. La vettura è rimasta gravemente deformata e l’abitacolo è stato letteralmente accartocciato dalla violenza dello scontro. Per tre delle quattro persone che si trovavano all’interno non c’è stato nulla da fare.

Vincenzo Loccisano e le due figlie Maria Sophie e Grace Fatima sono morte a seguito dell’incidente. La madre è invece rimasta in vita, seppure in condizioni gravissime, ed è stata estratta dal veicolo e affidata ai soccorritori.

Sul posto sono intervenuti i mezzi di soccorso e le forze impegnate nella gestione dell’emergenza, mentre la circolazione è stata interessata dai provvedimenti necessari per permettere le operazioni di soccorso, i rilievi e la successiva rimozione dei mezzi coinvolti.

La strada è stata temporaneamente chiusa nel tratto interessato dall’incidente, con la circolazione indirizzata sulla viabilità alternativa. Una procedura indispensabile in presenza di uno schianto di questa gravità, sia per consentire ai soccorritori di operare in sicurezza sia per permettere agli investigatori di effettuare tutti gli accertamenti necessari.

Morti il padre e le due figlie

Il bilancio è drammatico: tre vittime appartenenti allo stesso nucleo familiare.

Vincenzo Loccisano aveva 53 anni. Con lui viaggiavano le due figlie, Maria Sophie, 13 anni, e Grace Fatima, 8 anni.

Le due bambine erano ancora in età scolare. Per Maria Sophie si trattava dell’età dell’adolescenza, mentre Grace Fatima aveva appena otto anni. La loro morte rende ancora più drammatica una vicenda che ha colpito profondamente la comunità di Gioiosa Ionica.

A distanza di poche ore dall’incidente, il dolore ha raggiunto la loro città, dove la famiglia era conosciuta e dove le due bambine frequentavano la scuola. Il dramma assume così anche una dimensione collettiva: non è soltanto una famiglia ad avere perso tre persone care, ma un’intera comunità si trova a dover affrontare la scomparsa di due bambine che avrebbero dovuto tornare tra i banchi nei prossimi giorni.

Il calendario scolastico rende ancora più straziante la circostanza. L’inizio del nuovo anno era ormai vicino e Maria Sophie e Grace Fatima avrebbero dovuto prepararsi a riprendere la loro quotidianità, fatta di scuola, compagni, insegnanti e vita familiare.

Quella quotidianità è stata invece spezzata dalla tragedia.

Morena Femia in ospedale

Tra le persone coinvolte nell’incidente c’è Morena Femia, madre delle due bambine e moglie di Vincenzo Loccisano.

La donna è stata estratta viva dall’automobile dopo lo scontro. Le sue condizioni sono apparse immediatamente molto gravi e per questo è stata trasportata in codice rosso all’ospedale di Polistena.

È ora ricoverata e continua a lottare per la vita.

La situazione sanitaria resta estremamente delicata e ogni eventuale aggiornamento dovrà essere valutato sulla base delle comunicazioni dei sanitari e delle autorità competenti. Nelle ore immediatamente successive a un incidente di questa gravità, infatti, il quadro clinico può essere soggetto a variazioni e soltanto i medici possono stabilire l’evoluzione delle condizioni della paziente.

Intorno a Morena Femia si è stretto idealmente l’intero paese. Sono numerosi i messaggi di vicinanza, le preghiere e le speranze affinché possa superare le conseguenze del terribile incidente.

La tragedia assume anche un aspetto particolarmente doloroso perché la donna si trova ricoverata mentre la sua famiglia è stata distrutta nello stesso incidente.

Il dolore di Gioiosa Ionica

A Gioiosa Ionica la notizia ha provocato sgomento.

La famiglia Loccisano viveva nella contrada Prisdarello ed era conosciuta nel territorio. Il legame con la comunità rende la tragedia ancora più vicina alla popolazione, che in queste ore si è raccolta intorno ai familiari.

Il sindaco di Gioiosa Ionica, Luca Ritorto, ha descritto la giornata come una delle più tristi per la città, sottolineando soprattutto la tragedia delle due bambine e il dolore che ha colpito la comunità scolastica.

Il primo cittadino ha spiegato di avere contattato la dirigente scolastica delle bambine e ha evidenziato il sentimento di dolore condiviso da insegnanti e compagni.

Il pensiero corre inevitabilmente alla scuola, ai banchi che Maria Sophie e Grace Fatima non occuperanno più, ai compagni che non le vedranno tornare e agli insegnanti che si preparavano a iniziare un nuovo anno scolastico.

È una delle dimensioni più difficili da affrontare quando una tragedia coinvolge bambini e adolescenti: la loro assenza diventa immediatamente visibile negli ambienti della quotidianità, proprio nei luoghi in cui avrebbero dovuto continuare a crescere.

Una famiglia che stava tornando a casa

Secondo le informazioni disponibili, la famiglia si trovava in viaggio e sarebbe stata di ritorno verso Gioiosa Ionica dopo un periodo trascorso fuori dalla Calabria, provenendo da Nord.

Anche questo particolare rende ancora più drammatica la vicenda.

Un viaggio di rientro, una normale giornata trascorsa in automobile, un percorso che doveva condurre la famiglia verso casa. Poi, improvvisamente, lo scontro.

La ricostruzione precisa degli spostamenti e delle circostanze che hanno preceduto l’incidente dovrà comunque essere affidata agli accertamenti. Al momento, infatti, l’elemento centrale rimane quello dell’impatto frontale tra l’automobile e il mezzo pesante.

Non è ancora possibile stabilire con certezza perché i due veicoli siano arrivati alla collisione e quale sia stata l’esatta sequenza degli eventi.

La dinamica ancora da chiarire

Le indagini dovranno chiarire la dinamica dell’incidente.

Il fatto che si sia verificato uno scontro frontale tra un’automobile e un mezzo pesante permette di comprendere la gravità dell’impatto, ma non consente ancora di stabilire le responsabilità.

Dovranno essere ricostruite le traiettorie dei due mezzi, le rispettive posizioni sulla carreggiata, la velocità, le eventuali manovre effettuate prima dello scontro e ogni altro elemento utile a comprendere cosa sia accaduto.

Gli investigatori dovranno inoltre verificare le condizioni della strada e dell’asfalto, la visibilità, la segnaletica e ogni possibile elemento ambientale che possa avere avuto un ruolo.

Non è corretto, in questa fase, formulare ipotesi sulla causa dell’incidente.

Non risultano infatti elementi sufficienti per affermare che lo schianto sia stato provocato da una distrazione, da una velocità eccessiva, da un malore, da un problema meccanico o da altre circostanze.

Ogni ipotesi dovrà essere verificata attraverso gli accertamenti tecnici.

La ricostruzione di un incidente mortale richiede infatti l’esame di numerosi elementi: le deformazioni dei veicoli, il punto d’impatto, la posizione dei mezzi dopo la collisione, le tracce lasciate sull’asfalto, eventuali frammenti presenti sulla carreggiata e le testimonianze di chi si trovava nella zona.

Potranno essere valutate anche eventuali immagini provenienti da sistemi di videosorveglianza presenti nelle vicinanze, qualora disponibili, e ogni altro elemento utile alle indagini.

I soccorsi dopo lo schianto

Dopo l’impatto è scattata la macchina dei soccorsi.

La priorità è stata raggiungere le persone coinvolte, prestare assistenza alla donna sopravvissuta e verificare le condizioni degli altri occupanti dell’automobile.

Per Vincenzo Loccisano e le due figlie, purtroppo, non è stato possibile fare nulla.

La gravità dei danni riportati dalla vettura ha reso necessario l’intervento delle squadre impegnate nelle operazioni di soccorso e di messa in sicurezza.

La presenza di un mezzo pesante e di un’automobile gravemente danneggiata ha inoltre richiesto la gestione della carreggiata e la regolazione della circolazione.

In questi casi la chiusura temporanea della strada è indispensabile per permettere ai soccorritori di lavorare senza il rischio rappresentato dal traffico in transito e, allo stesso tempo, per consentire alle forze dell’ordine di effettuare i rilievi necessari.

La Jonio-Tirreno, arteria fondamentale della Calabria

La strada statale 682 Jonio-Tirreno rappresenta un collegamento strategico per la Calabria.

La strada collega l’area ionica della Locride con quella tirrenica della Piana di Rosarno e attraversa un territorio caratterizzato da importanti collegamenti tra le due coste calabresi. Il suo percorso comprende gli svincoli di Rosarno, Melicucco, Polistena e Cinquefrondi, prima di proseguire verso l’area della Limina e quindi verso il versante ionico.

È una strada utilizzata quotidianamente da numerosi automobilisti per gli spostamenti tra i diversi comprensori.

Proprio per la sua funzione di collegamento tra territori diversi, ogni incidente grave produce conseguenze immediate anche sulla circolazione.

Nel caso dello schianto avvenuto oggi, la chiusura del tratto interessato ha imposto deviazioni e rallentamenti mentre sul posto proseguivano i soccorsi, i rilievi e le operazioni necessarie per rimuovere i mezzi.

La tragedia dei bambini sulle strade italiane

La morte di Grace Fatima, otto anni, porta la tragedia oltre i confini della Calabria e riaccende il tema della sicurezza stradale e delle vittime più giovani.

«Un altro incidente devastante che distrugge un’intera famiglia. Con questa bambina di 8 anni fra le vittime, diventano 33 i piccoli morti per un incidente con un veicolo nel 2026, lo stesso identico numero di bambini deceduti in tutto l’anno 2025».

A rilevarlo è Giordano Biserni, presidente dell’Asaps, Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale, intervenendo sul drammatico incidente della Jonio-Tirreno.

Il dato rende ancora più pesante il significato della tragedia di oggi. Secondo le informazioni dell’Osservatorio Sapidata-Asaps, infatti, nel corso del 2026 si sono registrati due bambini morti in incidenti stradali nel mese di febbraio, cinque nel mese di aprile, sei a maggio, sette a giugno, sei a luglio, sei ad agosto e uno a settembre.

Proprio quest’ultimo dato comprende la piccola Grace Fatima, vittima dell’incidente avvenuto sulla Jonio-Tirreno.

Il confronto con l’intero 2025 è particolarmente significativo: con la tragedia odierna, il numero dei bambini morti nel 2026 per incidenti con un veicolo ha raggiunto quota 33, lo stesso numero registrato complessivamente durante tutto il 2025.

Il dato non modifica la ricostruzione dell’incidente di Rosarno e non consente, da solo, di trarre conclusioni sulle cause dello schianto. Rappresenta però un elemento di riflessione sul costo umano degli incidenti stradali e, in particolare, sulla vulnerabilità dei bambini coinvolti negli spostamenti quotidiani.

La tragedia di una singola famiglia entra così all’interno di un quadro nazionale più ampio, nel quale ogni numero rappresenta una vita interrotta e una famiglia colpita.

Il dolore per due bambine

La morte di Maria Sophie e Grace Fatima rappresenta l’aspetto più straziante della tragedia.

Avevano 13 e 8 anni.

Due bambine che stavano vivendo esperienze diverse della loro crescita, ma unite dallo stesso destino nel momento in cui l’automobile sulla quale viaggiavano è stata coinvolta nel violentissimo incidente.

Il dolore per la loro morte ha attraversato immediatamente la comunità di Gioiosa Ionica.

Ci sono le famiglie, gli amici, i compagni di scuola, gli insegnanti e tutte le persone che le conoscevano.

Per una comunità, la morte di due bambine nello stesso incidente rappresenta un trauma collettivo.

La scuola diventa inevitabilmente uno dei luoghi nei quali questa perdita sarà maggiormente percepita. L’assenza delle due sorelle sarà evidente quando gli altri studenti torneranno in classe per il nuovo anno scolastico.

È una tragedia che interrompe un futuro ancora tutto da costruire.

Il dolore per Vincenzo Loccisano

Accanto alla morte delle due bambine c’è quella del loro padre.

Vincenzo Loccisano aveva 53 anni.

La sua morte significa per la famiglia la perdita di un marito e di un padre, ma anche di una presenza centrale nella vita quotidiana.

La circostanza che sia morto insieme alle due figlie rende il dramma ancora più difficile da accettare.

In poche ore, una famiglia è passata dalla normalità di un viaggio alla tragedia.

La speranza per Morena

Mentre il paese piange le tre vittime, l’attenzione resta concentrata anche sulle condizioni di Morena Femia.

La donna è ricoverata all’ospedale di Polistena in condizioni gravissime.

La speranza è che possa riuscire a superare le conseguenze delle ferite riportate nello schianto.

Intorno a lei si sono raccolte le preghiere della comunità, insieme al sostegno della famiglia e delle persone che le sono vicine.

In questo momento, però, ogni previsione sull’evoluzione delle sue condizioni deve essere affidata ai medici.

Le indagini proseguiranno

La tragedia non si esaurisce con la rimozione dei veicoli e la riapertura della strada.

Gli accertamenti dovranno ricostruire nel dettaglio quanto avvenuto.

Il lavoro degli investigatori sarà fondamentale per stabilire la dinamica dello scontro e per fornire all’autorità giudiziaria tutti gli elementi necessari.

Dovranno essere raccolte le testimonianze, analizzati i veicoli e verificati i dati disponibili.

Soltanto al termine degli accertamenti sarà possibile avere un quadro completo.

Per questo motivo è necessario evitare conclusioni affrettate e attribuzioni di responsabilità prima che siano disponibili gli elementi tecnici.

Una comunità raccolta nel dolore

A Gioiosa Ionica resta ora il dolore per una famiglia spezzata.

Vincenzo Loccisano, Maria Sophie e Grace Fatima non torneranno più a casa.

Morena Femia continua invece a combattere in ospedale.

È questo il drammatico bilancio di una mattinata che doveva essere una giornata come tante e che si è trasformata in una delle tragedie più dolorose vissute dalla comunità.

La notizia della morte delle due bambine ha colpito in modo particolare una città che si preparava a salutare l’inizio del nuovo anno scolastico.

I loro compagni torneranno tra i banchi senza di loro.

Gli insegnanti si troveranno davanti a un’assenza impossibile da spiegare con le parole.

E una famiglia dovrà affrontare una perdita immensa.

La speranza rimane ora legata alla vita di Morena, mentre le autorità continuano a lavorare per ricostruire la dinamica dell’incidente.

Tre vite sono state spezzate nello spazio di pochi secondi. Un padre e due figlie non torneranno più a casa. Una madre lotta ancora per sopravvivere. E una comunità intera si trova ora a fare i conti con una perdita che coinvolge una famiglia, una scuola, degli amici e un’intera città.

Il dato nazionale sui bambini morti sulle strade aggiunge un ulteriore elemento di riflessione a una giornata già segnata dal dolore. Le 33 vittime minorenni registrate nel 2026 dall’Osservatorio Sapidata-Asaps, secondo il dato diffuso da Giordano Biserni, hanno già raggiunto lo stesso numero dell’intero 2025.

La strada tornerà a essere percorribile, i mezzi verranno rimossi, i rilievi termineranno e il traffico riprenderà normalmente. Ma per la famiglia Loccisano e per chi conosceva Vincenzo, Maria Sophie e Grace Fatima, nulla potrà tornare come prima.

Rino Logiacco

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