Milano, Super superstudio. Arte e architettura radicale

In occasione dell’11a Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI, l’Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani di cui il Padiglione milanese è socio fondatore, il PAC aprirà gratuitamente al pubblico dalle 18 alle 24 per l’inaugurazione della mostra
“SUPER SUPERSTUDIO. ARTE E ARCHITETTURA RADICALE”. L’esposizione resterà aperta fino al 6 gennaio 2016.

Promossa da Comune di Milano – Cultura e prodotta dal PAC con Silvana Editoriale, la mostra è curata da Andreas Angelidakis, Vittorio Pizzigoni e Valter Scelsi e si inserisce nel programma dell’ultimo mese di ExpoinCittà, reinterpretando il concetto di nutrimento e analizzando il ruolo “germinale” di un movimento tutto italiano nel panorama internazionale della cultura e dell’arte. Superstudio (1966-1978) è il collettivo fiorentino di architettura radicale e radical design che non solo ha influenzato il modo di pensare e progettare di grandi architetti come Zaha Hadid, Rem Koolhaas e Bernard Tschumi, ma ha definitivamente messo in discussione il confine tra arte e architettura, affermandosi come l’ultima grande avanguardia italiana.

“La storia della creatività italiana, che da secoli vede germogliare nel nostro Paese il contributo di talenti e di ingegni provenienti da tutto il mondo, prende forma al PAC in una nuova mostra dedicata a Superstudio – dichiara l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. L’attività di Superstudio, che ha fatto la storia del pensiero creativo del Novecento, e non solo italiano, proietta la sua luce anche nel nostro presente grazie a un potenziale immaginifico ancora in grado di dialogare, come spesso accade nei progetti che coniugano intelligenza, competenza e passione, con intellettuali e artisti della nostra contemporaneità. Un progetto innovativo allora e innovativo anche oggi, quello di Superstudio, che allunga così il suo potenziale ri-generativo di idee e di pensiero anche sul futuro”.

“SUPER SUPERSTUDIO è l’occasione per indagare le possibilità di una forma ancora aperta di discorso per immagini, dove la forza dei progetti di Superstudio – provenienti dall’ampio e in buona parte ancora inedito archivio fiorentino del gruppo – e dei loro ambienti per la prima volta esposti insieme, è in grado di comunicare e stabilire relazioni con l’arte contemporanea”, spiegano i curatori Vittorio Pizzigoni e Valter Scelsi. In un allestimento unico, pensato da Baukuh e Valter Scelsi con la revisione critica di Superstudio, il Monumento Continuo – forse il progetto più famoso del collettivo – entra all’interno del PAC, a sua volta monumento al moderno italiano, trasfigurando lo spazio espositivo e coinvolgendo il visitatore in un’esperienza dinamica.

La mostra ricostruisce i progetti più importanti di Superstudio, riunendo i pezzi di design più iconici, le installazioni e i film e costruendo, come parte del modello di urbanizzazione totale proposto da Superstudio, un dialogo con le opere realizzate da una selezione di artisti contemporanei che dalla ricerca del collettivo fiorentino hanno tratto materia per il proprio lavoro: Danai Anesiadou, Alexandra Bachzetsis, Ila Beka e Louise Lemoine , Pablo Bronstein, Stefano Graziani, Petrit Halilaj e Alvaro Urbano, Jim Isermann, Daniel Keller e Ella Plevin, Andrew Kovacs, Rallou Panagiotou, Paola Pivi, Angelo Plessas, Riccardo Previdi, RO/LU, Priscilla Tea, Patrick Tuttofuoco, Kostis Velonis, Pae White.

SUPER SUPERSTUDIO non è solo mostra-delle-mostre del Superstudio, quindi, ma vera opera autonoma, in grado di vivere del complesso rapporto tra quanto contiene e quanto è contenuto. La presenza delle opere di artisti contemporanei in grado di stabilire connessioni e relazioni con la ricerca del gruppo fiorentino, e con la sua traccia nella cultura contemporanea, è natura stessa e specifica della mostra.

“Nel selezionare gli artisti contemporanei da inserire nella mostra, abbiamo scelto quei lavori che potessero essere immaginati come potenziali risposte agli enigmi del Superstudio. Le opere prodotte dal gruppo nel 1970 sono radicali ancora oggi, perché hanno dato forma ad un’architettura non di proposte, ma di premonizioni, non di oggetti, ma di domande”, chiarisce Andreas Angelidakis, co-curatore della mostra. “Il loro lavoro ha composto una serie di enigmi, che coinvolgono non solo l’architettura, ma il modo in cui viviamo sul nostro pianeta. A distanza di 50 anni, si possono cominciare a vedere le risposte a quelle domande, poste in progetti come Monumento continuo o Atti fondamentali. Una superficie lucida continua che soddisfa tutte le nostre esigenze e i nostri desideri, e si diffonde su tutta la terra? Potrebbe essere che questa superficie esista oggi in forma di Internet?”.

La storia del Superstudio è lunga vent’anni. Era il 1966 quando nel dibattito internazionale intorno alla crisi della modernità il contributo italiano di quella che Germano Celant avrebbe definito “Architettura Radicale” – celebrata con la mostra “Italy the New Domestic Landscape” al MOMA di New York nel 1972 – si avviava ad assumere un significato centrale. La ricerca del gruppo si inserisce con forza nel contesto culturale delle neoavanguardie italiane della fine degli anni ‘60, proponendo i propri strumenti operativi alle diverse scale di progetto: dalla revisione critica delle grandi utopie megastrutturali, all’applicazione al design di processi di derivazione Pop. Nel ’69 Superstudio partecipa alla Biennale Trigon di Graz con un progetto intitolato Monumento Continuo, elaborando un discorso spinto al limite sulle possibilità dell’architettura come mezzo critico. L’evento segna l’affermazione del gruppo, sostenuto criticamente da Koolhaas, Isozaki, Jencks e, nella sua visione di scala planetaria, scatena l’immaginario. È la rappresentazione per parti di una gigantesca struttura liscia e riflettente, forse vetrata, che attraversa in maniera indifferente paesaggi naturali e urbani, in grado di rivelare, oltre al metodo di lavoro utilizzato da Superstudio e al suo messaggio possibile, la forza misteriosa del progetto: la lettura di un processo politico e sociale in atto, la sua applicazione simbolica e l’osservazione degli esiti. Diffuso dalle riviste Domus e Casabella, dalle principali istituzioni culturali internazionali e sostenuto dall’industria del design, il lavoro del gruppo prosegue fino alla fine degli anni ‘70, ma la sua traccia nella cultura architettonica travalica il confine del XX secolo, giungendo a condizionare l’immaginario presente.

Il catalogo della mostra è pubblicato da Silvana Editoriale.

La mostra è realizzata con il sostegno di TOD’S, sponsor dell’attività espositiva del PAC, con il contributo di Alcantara e con il supporto di Vulcano.
Come di consueto il PAC sviluppa attività gratuite per adulti e famiglie, dalle visite guidate ai laboratori del week end, pensate per avvicinare il pubblico al lavoro di Superstudio e alla sua relazione con l’arte contemporanea.
IL SUPERSTUDIO
“La superarchitettura è l’architettura della superproduzione, del superconsumo, della superinduzione al consumo, del supermarket, del superman e della benzina super” proclamavano nel manifesto della mostra Superarchitettura i giovani architetti fiorentini dei gruppi Superstudio e Archizoom.
Fondato a Firenze, nel 1966, da un gruppo di giovani architetti (Adolfo Natalini, Cristiano Toraldo di Francia, Gian Piero Frassinelli, Roberto e Alessandro Magris ed in seguito Alessandro Poli), il Superstudio è stato uno dei fondatori della cosiddetta Architettura Radicale (1966 – 1973) e successivamente si è impegnato in un tentativo di rifondazione antropologica dell’architettura(1973 al 1978) culminata con la partecipazione alla Biennale di Venezia del 1978.

Il suo lavoro critico si è svolto principalmente attraverso progetti teorici come Il Disegno Unico (Istogrammi di Architettura, Catalogo delle Ville, Il Monumento Continuo), Le Dodici Città Ideali e la serie di film Atti Fondamentali (Vita, Educazione, Cerimonia, Amore, Morte).

el biennio 1973 – 75 il gruppo ha fatto parte della Global Tools, un sistema di laboratori per lo sviluppo della creatività collettiva. Dal 1973 al 1978 si è riavvicinato all’architettura dedicandosi alla ricerca e alla didattica e lavorando sulla Cultura Materiale Extraurbana. In quest’ultimo periodo i diversi componenti del gruppo definiscono le loro personali linee di ricerca. Dopo la fine ufficiale del Superstudio continueranno a frequentarsi e dopo il 2001, con la costituzione dell’Archivio Superstudio, saranno impegnati in un vasto programma di mostre e pubblicazioni.

Numerose le mostre personali o la partecipazione a collettive, indicative della volontà di instaurare un dialogo non solo attraverso le pubblicazioni e la didattica, ma anche con opere, disegni, film, oggetti e allestimenti. Tra le più importanti: Italy. The New Domestic Landscape, Museum of Modern Art, New York, 1972; Mindscapes, Sottsass & Superstudio, Walker Art Center, Minneapolis (e altri sei musei americani), 1973; Superstudio Fragmente aus einem personlichen Museum, Neue Galerie Graz, Galerie nach St.Stephan Wien, Galerie in Taxis Palais, Innsbruck; Superstudio Metaphors an allegories, Israel Museum, Jerusalem, 1982; Superstudio 1966-82, Galleria dell’Accademia, Firenze, 1982; Life Without Objects, Design Museum, London, 2003 – Pratt Manhattan Gallery, NYV, 2003 – Storefront, NYC, 2003 – Art Center, Pasadena, 2004 – Vleeshal & Zeeuws Museums, Middelburg, 2004; Superstudio Backstage 19966-1978, Fondazione Peschiera, Pesaro, 2013 Il lavoro di Superstudio è incluso nelle collezioni di diversi musei internazionali: il Museum of Modern Art (MoMA, New York); l’Israel Museum (Gerusalemme); il Deutsches Architekturmuseum (Francoforte); il Centre Pompidou (Parigi) e il MAXXI (Roma).

Info mostra: T +39 0288446359 www.pacmilano.it
Cartella stampa e immagini disponibili al link http://bit.ly/1RtHZUd
Orari: Martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 9:30 — 19:30. Giovedì 9:30 — 22:30
Ultimo ingresso un’ora prima.
Lunedì chiuso
Visite Guidate Gratuite: Sabato e Domenica ore 17.30 (previo acquisto biglietto mostra)
Biglietti: Intero € 8,00 _ Ridotto € 6,50
Social: facebook.com/pacmilano
instagram.com/pacmilano
vimeo.com/pacmilano
twitter.com/pacmilano
Hashtag ufficiale #supersuper.

9 su 10 da parte di 34 recensori Milano, Super superstudio. Arte e architettura radicale Milano, Super superstudio. Arte e architettura radicale ultima modifica: 2015-10-12T02:16:15+00:00 da Redazione
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