Desiderio di Nazionalismo

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Desiderio di Nazionalismo

Di Vincenzo Calafiore
C’è un grande, un grandissimo desiderio di “verità “.
Desiderio di legalità, di equità, di giustizia sociale, di uno Stato vicino al popolo, di uno Stato presente e vigile alle esigenze dei cittadini e delle classi sociali povere.
Ma in questa terra a forma di stivale al centro del mondo, che un tempo è stata il Centro del Mondo per la Cultura, per la sua operosità, per la sua intelligenza, per la sua grandissima umanità, le cose ormai da più di mezzo secolo non vanno bene, anzi che dire sono peggiorate.
Noi come popolo non abbiamo più voce in capitolo, non possiamo sceglierci chi ci governi, né chi dovrebbe rappresentarci, non possiamo decidere di che morte decidere, non possiamo indire un referendum qualsiasi, non possiamo, non possiamo.
In compenso però abbiamo una classe politica a Roma che è diventata un – moto perpetuo – loro si rigenerano, si tramandano, si difendono i loro intrallazzi, mantengono alti gli stipendi, vivono negli agi, vivono di lussi.
Abbiamo le Regioni altri centri di trafugamento di denaro pubblico, infatti ovunque in qualsiasi Regione è di prassi un fotti-fotti generalizzato, direi usuale, di prassi.
Abbiamo i Comuni affamati di denaro che ci salassano.
Col risultato finale che noi popolo italiano siamo quello più tartassato in Europa e come Nazione… beh… lasciamo perdere ormai completamente al servizio dei tedeschi e dei francesi che qui da noi fanno volentieri affari e acquisti d’ogni genere.
Noi non è di questo che abbiamo necessità, non vogliamo più essere beffeggiati, non vogliamo più essere prigionieri di una mera politica che tutto è tranne che leale.
Noi abbiamo bisogno di Nazionalismo, che parola strana, a pronunciarla ti veste già di orgoglio, quello che ci è stato levato in mezzo secolo da parolai, nani, e ciarlatani, ladri, papponi, sfruttatori. Il nazionalismo italiano è l’ideologia nazionalista e patriottica che afferma come gli italiani siano globalmente una nazione, e promuove l’unità culturale di essi. Essa sostiene che gli italiani sono un’etnia di cultura e lingua sostanzialmente omogenea, in quanto discendenti dei romani che hanno abitato la penisola italiana per secoli, in un periodo di unità storica dell’Italia. Talvolta il nazionalismo italiano ha aderito anche a teorie imperialistiche Le origini del nazionalismo italiano sono state spesso individuate nel Rinascimento. Il nazionalismo italiano come forza politica organizzata nacque nel 1830 sotto la guida di Giuseppe Mazzini, politico repubblicano e democratico. Esso fu una delle forze trainanti del Risorgimento, che portò all’unificazione moderna dell’Italia, fino al 1860-70. Il nazionalismo italiano tornò prepotentemente in “auge” negli anni immediatamente precedenti la prima guerra mondiale, con la ripresa del colonialismo e con le pretese irredentiste verso alcuni territori italofoni ancora sotto il dominio dell’Austria-Ungheria, e, soprattutto, durante l’epoca fascista. Oggi sopravvive in alcuni partiti di destra, e, a livello culturale, come sentimento di generico patriottismo diffuso non in modo uniforme, stimolato talvolta da eventi di cronaca,o contro il sudiciume della politica.
Oggi è quasi del tutto scomparso.
A causa della cattiva politica? No è tutta colpa – del popolo – incapace di ogni reazione, incapace di tutto, incapace di sollevare la testa al sopruso ormai degenerato.

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