Roma, da pena detentiva a cura del verde al lavoro nei giardini di Piazza Cairoli

Partiti i lavori di manutenzione e cura degli storici giardini di piazza Cairoli da parte dei cittadini che hanno scelto di ricorrere alla commutazione della pena in servizi di pubblica utilità.

L’iniziativa si è resa possibile grazie ad un progetto, firmato dal Municipio I e dal dipartimento Politiche Sociali, che prevede che soggetti detenuti con pene minori o con procedimenti in corso possano convertire la pena in lavori socialmente utili.

A piazza Cairoli sono impegnate quattro persone, con turni di sette giorni su sette, in attività di manutenzione ordinaria, come innaffiamento, falciamento, pulizia.

“Da due anni combattiamo a piazza Cairoli contro il degrado. Questo è un parco molto usato dai romani, a volte anche impropriamente, e serve un presidio quotidiano- ha dichiarato l’assessore capitolino all’Ambiente, Estella Marino – Con questi operatori facciamo la manutenzione ordinaria, ma non saranno soli: saranno supportati da Ama che si occuperà dei rifiuti prodotti e dal Servizio giardini, che metterà qualità”.

“Non si tratta di lavoro dei detenuti – ha spiegato la presidente del Municipio I Sabrina Alfonsi – ma di riconversione della pena. Quindi c’é una doppia valenza: lavoro invece del carcere e ritorno di un risultato concreto sul campo per la collettività. Questa possibilità il Municipio ha deciso di spenderla sulla cura dei giardini perché è un’emergenza della città. Anche dopo che questa sarà conclusa vogliamo mantenere questi lavoratori, che oggi suppliscono a una mancanza, poi saranno i guardiani dei nostri parchi”. L’obiettivo è quello di “creare un modello di rete per raggiungere un risultato comune”.

9 su 10 da parte di 34 recensori Roma, da pena detentiva a cura del verde al lavoro nei giardini di Piazza Cairoli Roma, da pena detentiva a cura del verde al lavoro nei giardini di Piazza Cairoli ultima modifica: 2015-07-15T03:19:48+00:00 da Redazione
Condividi su...
Share on Facebook0Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0

Lascia un commento