Al via il modello Milano sociale trasparente

Parte il nuovo modello per una Milano del Sociale trasparente che sia in grado di affrontare in modo efficace la gestione delle emergenze sociali e che si rivolge a tutti coloro che hanno responsabilità di governo. Un nuovo modello che, inoltre, prosegue e sviluppa il percorso di profondo rinnovamento della assistenza domiciliare e della residenzialità sociale temporanea attuato dall’Amministrazione in questi anni. La nuova procedura con cui il Comune si rapporterà con enti e organizzazioni del Terzo Settore prevede due fasi: un bando di gara per l’identificazione dei soggetti idonei a prestare il servizio di accoglienza e l’affidamento dell’incarico che sarà attribuito al soggetto che presenterà l’offerta più idonea alle necessità.

“Vogliamo rendere più efficace e trasparente la gestione delle politiche sociali e costruire un modello che sia valido per la nostra città ma anche per il resto del Paese per chi ha responsabilità amministrative e di governo – dichiara Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche Sociali e Cultura della Salute -. In questi anni ci siamo misurati col bisogno di andare oltre il rigido rispetto della normativa e l’imprevedibilità delle emergenze ci richiede di innovare gli strumenti. Pensiamo, quindi che sia doveroso riflettere su come fare uno scatto, un salto di qualità pensando a come rendere utili e tempestivi gli interventi e comprensibili e trasparenti per il cittadino. Gli strumenti devono essere aggiornati e innovati e finalizzati a costruire il modello di gestione avanzata delle emergenze sociali. Qui c’è un terzo settore fondamentale nella gestione e va incluso sempre più nelle pratiche riguardano le emergenze sociali. Ma va fatto con efficacia e trasparenza”.

La città di Milano presenta molteplici realtà del terzo settore, in grado di realizzare servizi di accoglienza, all’interno di un contesto articolato, ricco e complesso, ma anche portatore di importanti stimoli ed opportunità, quale premessa per consentire al Comune una selezione di enti capaci di offrire servizi di eccellenza. Ecco perché per garantire un costante miglioramento delle procedure amministrative che sappiano offrire ai cittadini milanesi servizi sempre più efficaci nel campo dei servizi sociali, l’Amministrazione intende sperimentare una nuova modalità di affidamento degli incarichi che sappia garantire contemporaneamente, nell’ambito di una programmazione pluriennale la selezione di fornitori di servizi in grado di offrire interventi qualitativamente e quantitativamente adeguati e la tempestiva attivazione dei servizi in caso di necessità, specialmente in situazioni emergenziali.

Il Comune darà dunque il via ad una fase di sperimentazione nel settore della accoglienza in strutture comunitarie di persone senza dimora e della accoglienza in strutture comunitarie di profughi in transito presso la città di Milano. Un altro tema è quello relativo alle emergenze che possono verificarsi sul territorio cittadino e che comportano la necessità di attivare in tempi brevi soluzioni di accoglienza. Tipico esempio è quello che si sta verificando in questi giorni con i profughi per i quali non si conoscono in anticipo i numeri di persone da accogliere né la durata media della loro permanenza.

Nell’ottica del Piano di Sviluppo del Welfare, per passare da una programmazione limitata ai mesi invernali e arrivare a una programmazione quantomeno annuale, se non pluriennale, si intende sviluppare un sistema di selezione – attraverso selezione pubblica aperta – dei soggetti gestori dei centri di accoglienza (per senza dimora e/o per profughi) che garantisca contemporaneamente stabilità nel tempo e tempestività nell’attivazione dei singoli interventi di volta in volta ritenuti necessari. Si prevede quindi una procedura caratterizzata da due fasi: la prima prevede un Bando di gara per la identificazione dei soggetti idonei a prestare il servizio di accoglienza (fase di pre qualificazione). La seconda prevede l’affidamento dell’incarico in seguito a procedura che coinvolga tutti i soggetti idonei. I soggetti presenteranno in busta chiusa proposte sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa prevedendo, ad es., il 70% per il progetto tecnico e 30% per la proposta economica.

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