Ue fa poco per emergenza Ebola

“L’Unione europea deve fare di più per lottare contro l’emergenza ebola. Prima di tutto deve aumentare il contributo destinato agli strumenti di contrasto all’epidemia. Ma, ancora più importante, deve fare in modo che gli stanziamenti siano realmente trasferiti ed effettivamente utilizzati nei paesi colpiti dalla malattia. La Commissione Europea, infatti, ha stanziato un miliardo di euro da più di un mese ma queste risorse non sono mai arrivate in Africa”. A sostenerlo è l’eurodeputato portavoce del M5s Piernicola Pedicini coordinatore del Gruppo Efdd nella Commissione ambiente e sanità del Parlamento europeo.

L’esponente del M5s, considerate le sue competenze di fisico medico, in vari interventi rivolti agli organismi europei ha messo in evidenza che “l’unica soluzione valida per debellare la malattia rimane la ricerca di un vaccino. Tuttavia, – ha aggiunto – affinché il vaccino possa essere considerato una risposta a questa emergenza sanitaria, le case farmaceutiche dovrebbero concentrare i propri sforzi sulla ricerca del vaccino senza condizionamenti derivanti da fattori di tipo economici”.

Pedicini ha anche chiesto all’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali, di spiegare se nei casi di gravi epidemie come quella dell’ebola si possano attuare le fasi di sperimentazione di nuovi farmaci adottando dei protocolli accelerati invece di quelli standard e come si stanno gestendo gli aspetti commerciali che riguarderanno la distribuzione del vaccino.

“L’Unione europea – ha concluso il portavoce pentastellato – deve affrontare con maggiore determinazione l’emergenza ebola e il primo contagiato italiano ricoverato all’ospedale Spallanzani di Roma deve essere un ulteriore campanello d’allarme per fare in modo che le istituzioni di Bruxelles e tutti gli Stati membri non lascino nulla di intentato”.

9 su 10 da parte di 34 recensori Ue fa poco per emergenza Ebola Ue fa poco per emergenza Ebola ultima modifica: 2014-12-02T18:34:31+00:00 da Redazione
Condividi su...
Share on Facebook0Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0

Lascia un commento