Roma, appello per un teatro per la nuova drammaturgia contemporanea

In soli 5 giorni sono più di 700 gli autori, artisti, intellettuali, operatori dello spettacolo, Associazioni, Sindacati, compagnie e realtà teatrali che hanno sottoscritto l’appello, promosso dal CeNDIC  per chiedere la fondazione di un teatro per la nuova drammaturgia italiana contemporanea.

Un progetto concreto per chiedere ciò che in tutti i paesi d’Europa esiste da sempre e che solo in Italia manca: una casa aperta a tutti, un teatro dedicato alla rappresentazione del presente, dove valorizzare e promuovere la drammaturgia nazionale con la sua vitalità e molteplicità.

Le 700 firme, la raccolta però sta proseguendo, sono la dimostrazione del desiderio di concretezza e innovazione del mondo teatrale italiano.

Serve una politica culturale che, pur muovendosi nel solco istituzionale della legalità, spezzi le logiche antiche e abusate della tradizione a favore di un nuovo modo di concepire il teatro. Questo nuovo corso deve essere plurale, aperto, non deve avere divisioni né politiche, né artistiche.

Ogni distinzione è fuorviante. Tutte le figure professionali del teatro si devono unire per colmare un vuoto istituzionale che si trascina da decenni, a dimostrazione che la cultura può essere il volano di una reale rinascita civile ed economica del Paese.

Nei prossimi giorni saranno comunicate le nuove adesioni e tempi e modi per l’uscita pubblica che è allo studio.

Le vicende teatrali italiane del Novecento, in particolare nella seconda metà del secolo, hanno manifestato una ribadita preoccupazione per lo stato della nostra drammaturgia, volutamente poco considerata dalle Istituzioni, fatto salvi alcuni casi impossibili da ignorare (da Eduardo De Filippo a Dario Fo).

Di fatto, il sistema ha voluto sbarazzarsi dei testi italiani e della conseguente scomoda figura dell’autore che avrebbero potuto, invece, in modo intelligente quanto critico, testimoniare la contemporaneità. Così facendo è stata a lungo sottratta alla nostra vita civile, ma anche al nostro sviluppo economico, una voce che avrebbe potuto conquistarsi un ruolo di rilievo a livello internazionale e nel contesto produttivo del Paese.

Sul finire del secolo scorso, tuttavia, quasi in controtendenza rispetto a un diffuso degrado del panorama culturale, i teatri hanno cominciato a dare un rilevante spazio a una drammaturgia nazionale che si dimostra in grado di poter ulteriormente maturare e affermarsi.

Testardamente si continua però a proclamare la non esistenza dell’autore italiano negli stessi logori termini con cui lo si faceva negli anni Settanta, evitando di sottolineare altre gravità: dalla progressiva scomparsa della critica, all’incapacità di offrire una visione sintetica di quanto presso di noi si va producendo per la scena. Così facendo si è impedito e s’impedisce la creazione di un repertorio duraturo e fondante di una nostra drammaturgia.

A tal fine si rende quanto mai necessaria la creazione di una dimora (teatro) che di questo repertorio sappia individuare il profilo più significativo come avviene in tutti gli altri Paesi europei.

Non sarebbe esatto dire che oggi in Italia non vadano in scena testi di autori contemporanei, anzi in alcuni casi si verificano anche successi al botteghino: ciò che manca è un progetto culturale generale che reinserisca la scrittura drammaturgica al centro dell’evento teatrale e del dibattito culturale nazionale e soprattutto la sua concretizzazione in un luogo teatrale che ne sia l’espressione e il punto di riferimento, una casa di tutti gli autori italiani, fucina di spettacoli ed eventi artistici e culturali.

Un’istituzione in grado di dialogare e confrontarsi con le istituzioni omologhe operanti negli altri Paesi europei, finanziabile non solo attraverso i contributi degli Enti pubblici nazionali e locali (Mibact, Regione, Comune), ma anche con il Tax Credit per il teatro e con una quota parte proveniente dalla cosiddetta copia privata, destinata alla “promozione della creatività”, afferente sia alla categoria degli autori (attraverso la SIAE) che a quella degli artisti interpreti ed esecutori (attraverso IMAIE e altre società di collecting del settore), a testimonianza di quanto gli autori e gli artisti italiani contemporanei credano in se stessi e nel valore delle proprie opere.

Un segnale concreto di cambiamento che le Istituzioni e la classe politica vorranno dare a dimostrazione del fatto che la cultura può essere il volano di una reale rinascita civile, sociale ed economica del Paese.

Il TEATRO PER LA DRAMMATURGIA ITALIANA CONTEMPORANEA, oltre a curare prevalentemente l’allestimento di spettacoli di opere italiane contemporanee, avrà i seguenti

OBIETTIVI E ATTIVITA’

1        Creare opportunità di realizzazione per i testi italiani e rafforzare la capacità distributiva nei circuiti nazionali degli spettacoli prodotti, mettendo in rete i teatri interessati a rappresentare, produrre e ospitare testi italiani. Favorire coproduzioni e garantire un numero di repliche sufficienti al buon esito economico dei diversi progetti.

2        Creare un database di testi italiani consultabile da registi e attori. Archiviazione di testi e video mettendo in collegamento gli  archivi teatrali già esistenti (Burcardo, Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea, Dramma.it, Outis, Premio Riccione, Siad, Teatro delle Donne etc.).

3        Supportare azioni che forniscano ad autori, registi e produzioni capacità e know-how adeguati al rinnovamento delle messe in scena possibili, promuovendo tecnologie digitali e approcci innovativi per lo sviluppo del pubblico.

4        Redigere una rete di attori che possano partecipare alla messa in scena di testi italiani,  anche coinvolgendo i loro agenti e il management associato LARA.

5        Promuovere corsi di scrittura drammaturgica legati a realtà locali, scuole, università, biblioteche e archivi, in tutte le città, creando partnership e scambi con enti omologhi all’estero o con rassegne di drammaturgia contemporanea europea ed extraeuropea. Pubblicare quaderni di drammaturgia in partnership con le realtà già operanti nel settore. Sostenere azioni che consentano alle produzioni e agli autori di collaborare a livello internazionale, promuovendo azioni all’interno dell’Unione Europea per facilitare la messa in rete di testi italiani e renderli accessibili ai traduttori e agli adattatori in lingua straniera.

6        Sostenere tutti quei testi teatrali che trattino delle “eccellenze” culturali, artistiche, sociali, scientifiche e politiche dell’Italia, al fine di far conoscere il nostro Paese e di rivalutarne l’immagine.

7        Aiutare gli operatori teatrali a rapportarsi con il pubblico in maniera nuova e innovativa sia per il mantenimento degli spettatori, sia per crearne di nuovi. La creazione del pubblico e la formazione dello spettatore dovranno avvenire anche attraverso: seminari, incontri, convegni, mostre, premi, concorsi e attività similari.

8         Creare interazioni concrete tra le produzioni teatrali che realizzino spettacoli di drammaturgia italiana e tutte le Istituzioni europee e regionali che prevedano bandi a sostegno dello sviluppo di imprese nel settore delle attività culturali e creative.

9        Sostenere la nascita e lo sviluppo di start up innovative, come produzioni e distribuzioni teatrali interessate a sviluppare la drammaturgia del presente, anche con trasposizioni di opere teatrali su supporti digitali audiovisivi e la collaborazione con i network televisivi, radiofonici e del web.

9 su 10 da parte di 34 recensori Roma, appello per un teatro per la nuova drammaturgia contemporanea Roma, appello per un teatro per la nuova drammaturgia contemporanea ultima modifica: 2014-09-12T18:07:11+00:00 da Redazione
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