L’operazione è scattata nel territorio al centro dell’area “colpita” dalla presenza di rifiuti tossici, la cosiddetta Terra dei fuochi. Dalle analisi sui campioni prelevati dai pozzi, è emersa la presenza di sostanze considerate altamente tossiche e nocive per l’ambiente e la salute umana. Le analisi hanno accertato il superamento dei limiti di concentrazione della soglia di contaminazione delle acquee sotterranee in relazione a diverse sostanze: triclorometano (oltre 100 volte il limite normativi); arsenico (sino ad oltre il doppio del limite normativi), solfati.
I terreni oggetto del sequestro sono ubicati in corrispondenza della stessa linea della falda acquifera degli altri sei pozzi irrigui e dei relativi terreni (oltre 10 ettari), in località Sanganiello e Ponte delle Tavole, sempre a Caivano, sequestrati a luglio scorso.
Sulla maggior parte dei terreni sequestrati c’erano coltivazioni di cavolfiori, broccoli, verze, finocchi, cicoria e zucchine la cui raccolta era imminente o in atto; la restante parte era pronta per essere seminata a spinaci o per la coltivazione di prodotti ortofrutticoli comunque destinata all’alimentazione umana.
Il reato per il quale si procede è avvelenamento di acque destinate all’alimentazione. Si è reso necessario il sequestro preventivo in via d’urgenza.
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