“Catturavano”, clonavano e usavano in maniera fraudolenta le carte di credito. Il gruppo di stranieri aveva base nel centro storico della città lagunare.
Una delle complici, cameriera di un noto ristorante, con un piccolo skinner, “catturava” i codici segreti delle carte di credito dei turisti. I codici venivano poi riversati su badge “vergini” clonando quindi la carta che veniva usata per fare spese d’ogni tipo.
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