Il gap è abissale. 43 a 30. Ben 13 punti percentuali di differenza tra il sindaco uscente e lo sfidante. Gianni Alemanno non molla. “Per me la partita è aperta: bisogna combattere fino alla fine per il bene di Roma. Il ballottaggio non è il secondo tempo di una partita ma una partita totalmente diversa”. Per ribaltare il risultato fra due settimane il candidato del PdL guarda a quei romani che non si sono recati alle urne. “Dobbiamo portare al voto metà dei romani, bisogna capire il perché dell’astensionismo soprattutto dei giovani”. E Gianni Alemanno punta anche sui voti di Alfio Marchini, all’incirca un 10%.
“C’é bisogno di una rinascita”, ha detto Ignazio Marino ricordando agli elettori M5S “la comunanza di alcuni temi”. Il candidato del Pd guarda ai grillini che si sono fermati intorno al 13% e subiscono una sonora lezione che sgonfia il comico genovese.
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