Il noto professionista reggino di 31 anni a San Silvestro si è tolto la vita gettandosi da un viadotto della superstrada Jonio-Tirreno, all’altezza di Mammola. Andrea Stilo si sarebbe ucciso perché minacciato dal alcune persone, allo stato ignote, per questioni non si sa se legate alla sua attività forense o a vicende di natura personale. Ad esserne convinti sono i familiari di Stilo intenzionati a presentare un esposto.
L’avvocato di Bovalino, figlio di un dipendente dell’Azienda sanitaria di Locri e di un’insegnante, secondo di sei fratelli, avrebbe pronunciato la seguente frase. “Va a finire che m’ammazzo così la finiscono di tormentarmi e minacciarmi e dirmi che mi chiuderanno in una stanza e mi riempiranno di botte”.
Il giovane era partito da Bovalino con la sua auto con l’intenzione, a suo dire, di andare a fare gli auguri a due amici di Gioiosa Jonica. Invece, dopo aver oltrepassato lo svincolo di Mammola, il viadotto Limina, ha parcheggiato ai lati della carreggiata, è salito sulle barriere di protezione e si è lanciato nel vuoto. Dopo un volo di 50 metri, si è schiantato sul letto del torrente Torbido, ed è morto sul colpo. Resta solo da capire le motivazioni.
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