Un piano per uccidere Justin Bieber

In una cella di un carcere del Nuovo Mexico, Dana Martin, condannato al carcere a vita per aver violentato e ucciso una diciottenne nel 2000, aveva assoldato un altro detenuto, Mark Staake, di 41 anni, affinché commettesse un delitto eccellente. Bieber doveva essere rapito dopo il concerto che ha poi tenuto il 29 novembre al Madison Square Garden di New York, dove ha fatto il tutto esaurito. Il piano prevedeva la stessa sorte per una sua guardia del corpo e per altre due persone, apparentemente due testimoni del crimine che Martin aveva commesso nel 2000.

Staake, in carcere più volte per droga e altri reati, è uscito dalla prigione del New Mexico lo scorso 22 ottobre, in libertà condizionata, e subito ha assoldato un complice, suo nipote Tanner Ruane, di 23 anni. Insieme sono partiti per il Vermont, dove sono arrivati il 19 novembre e dove dovevano eseguire la prima parte del “contratto”, quella che prevedeva l’eliminazione dei due testimoni. Hanno però sbagliato strada e senza accorgersene sono finiti in Canada. Una violazione della libertà condizionata per Staake, che è stato così arrestato. Nella sua auto sono state trovate anche delle cesoie da giardino, con cui intendeva apparentemente castrare le sue vittime. Rimasto solo, Ruane ha chiamato due volte al telefono in carcere il mandante dell’assassinio, Martin, per dirgli che non poteva più eseguire il piano. Le conversazioni sono state intercettate e registrate dalla polizia penitenziaria. Il giorno dopo Martin ha confessato il complotto, mentre Ruane è stato intercettato e arrestato una settimana dopo. Il mandante del complotto sembra così appassionato di Bieber da essersi fatto tatuare una suo ritratto su una gamba. Inoltre gli ha scritto numerose lettere, senza mai ricevere risposta.

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