Albinea, vigne perdute festa dei vitigni antichi

Alla scoperta di vini di piccola o piccolissima produzione, scelti ognuno a rappresentare le diverse province dell’Emilia Romagna, nel nome della biodiversità e del legame con il territorio. In programma degustazioni guidate di uvaggi di vitigni antichi, rari e sconosciuti, accompagnate da arie del melodramma, esposizioni, conversazioni e mostra mercato dei prodotti di eccellenza della provincia di Reggio Emilia.

“La vigna, infatti, a differenza dei cereali e anche di molte piante da frutto, non è una coltivazione immediatamente produttiva: piantare una vigna è come fare un matrimonio con la terra, è gesto di grande speranza, che non a caso la Bibbia pone come il primo gesto compiuto da Noè dopo il diluvio. Significa stipulare un’alleanza con un pezzo di terra, affermare che lì, in quel posto preciso, si vuole dimorare, che ci si prende il tempo di attendere lì e non altrove i frutto del proprio lavoro”.

Enzo Bianchi, “Il pane di ieri”, Einaudi 2008

Uno degli antichi nomi attribuiti all’Italia è Enotria, il Paese del Vino. Il vino appartiene da sempre al tessuto storico, sociale e culturale del nostro Paese e molte delle nostre regioni possono vantare tradizioni antichissime in campo enologico. L’Emilia Romagna è certamente una di queste; un vero e proprio paradiso dell’enologia, per quelli che amano dedicare, tempo e palato, alla riscoperta di vitigni di cui, in molti casi, si è addirittura persa la memoria. Per tutelare la biodiversità e la sopravvivenza dei vitigni rari del territorio emiliano-romagnolo, il Comune di Albinea, assieme alla Provincia di Reggio Emilia in collaborazione con Cantina Albinea Canali, Pro Loco di Albinea, Consorzio Fitosanitario di Reggio Emilia e Strade dei Vini e dei Sapori Colline di Scandiano e Canossa, ha deciso di dedicare una festa a quella che potremmo definire “archeologia enolica”. Per due giorni, i vitigni autoctoni, rari e sconosciuti del territorio emiliano-romagnolo, saranno i protagonisti di Vigne Perdute, in programma sabato17 novembre nelle cantine ed acetaie della provincia di Reggio Emilia e domenica 18 novembre presso Cantina Albinea Canali ad Albinea (RE). La manifestazione, che prende l’avvio dal recupero di un vitigno perduto, il Montericco, e che proseguiràanche in altri momenti dell’anno in ville storiche del territorio albinetano (Reggio Emilia), si inserisce nel calendario del Wine and Food Festival Emilia Romagna e vuole portare alla ribalta lo straordinario patrimonio, in termini di biodiversità, che vanta la nostra regione, nella consapevolezza che, per salvare i prodotti tipici, bisogna scendere alle radici, partendo dalla difesa del territorio. Curato da Vitaliano Biondi e Massimo Bonacini, l’evento avrà inizio sabato 17 novembre conl’apertura, al pubblico, di diverse cantine ed acetaie della provincia, dove sono conservati prodotti simbolo della tradizione enologica e gastronomica reggiana come il vino e l’aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia: una magica alchimia di materie prime, di storie familiari, di tempo, cultura e passione che nasce da un territorio dove è ancora stretto il legame con le stagioni e la tradizione.

Domenica 18 novembre invece, presso la Cantina Albinea Canali, in via A. Tassoni 213 – Albinea (RE), si alterneranno mostre, incontri e degustazioni. La cantina aprirà alle ore 10 con le conversazioni intorno alla coltivazione della vite ed al suo significato nel mondo antico, intitolate Archeologia,che si protrarranno fino alle 12.30.

Dopo il saluto di Roberta Rivi, assessore all’agricoltura della Provincia di Reggio Emilia e Antonella Incerti, sindaco del Comune di Albinea, seguiranno gli interventi di Corrado Casoli, presidente di Cantine Riunite, Davide Frascari del Consorzio per la Tutela dei Vini “Reggiano” e “Colli di Scandiano e di Canossa”, Anselmo Montermini per il Consorzio Fitosanitario di Reggio Emilia, Marisa Fontana, enologa esperta in biodiversità, Claudia Pavoni, agronoma in rappresentanza delle “vigne perdute” del Friuli Venezia Giulia, ed i produttori Giorgio Erioli e Silvia Sbarzaglia, anche presidente del “Consorzio Uva del Tundè”.

Dalle ore 12.30 alle ore 20.30 tutti gli appassionati della tradizione gastronomica e gli enoturisti potranno entrare in contatto diretto con le espressioni più significative del territorio grazie allamostra mercato dei prodotti di eccellenza della provincia di Reggio Emilia e le degustazioni guidate di uvaggi di vitigni antichidell’Emilia Romagna e del Friuli Venezia Giulia a cura dell’Associazione Italiana Sommelier

(degustazioni e buffet euro 10 a persona).

I partecipantipotranno soddisfare la propria curiosità degustando vini emiliani e friulani di antica tradizione, spesso dimenticati che, grazie ad una nuova generazione di vignaioli, tornano oggi alla ribalta. Potrà essere centellinato il Montericco, vitigno antichissimo conosciuto per la particolarità del nome, ma anche la spergola, l’uva fogarina ed altri ancora, i quali mostreranno ai visitatori una panoramica completa di quel paradiso del vino che è l’Emilia Romagna. Una regione in grado di esaltare, grazie al suo straordinario terroir, i grandi vitigni internazionali ma che potrebbe fare degli autoctoni un punto di forza ed un fiore all’occhiello riservando una particolare attenzione a quelli antichi, tutti da riscoprire.

 

A pagina 2 il programma

9 su 10 da parte di 34 recensori Albinea, vigne perdute festa dei vitigni antichi Albinea, vigne perdute festa dei vitigni antichi ultima modifica: 2012-11-15T11:54:59+00:00 da Redazione
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